RIABILITAZIONE NEUROCOGNITIVA
La Riabilitazione Neurocognitiva è l'approccio terapeutico comunemente conosciuto come “Metodo Perfetti”, meglio detto E.T.C. (Esercizio Terapeutico Conoscitivo), ma più propriamente definito approccio neurocognitivo o riabilitazione neurocognitiva.
Procediamo con la comprensione del termine. Nel corso della lettura ti accorgerai quanto il termine fisio_tera
pia venga utilizzato molto raramente. Perché? Proviamo a scomporre il termine Fisio-----terapia, ovvero terapia/trattamento che sfrutta i mezzi fisici.
pia venga utilizzato molto raramente. Perché? Proviamo a scomporre il termine Fisio-----terapia, ovvero terapia/trattamento che sfrutta i mezzi fisici.
Quali sono questi mezzi fisici? Quelli che conosciamo tradizionalmente come il calore (termoterapia), il freddo (crioterapia), le leve (stiramenti, mobilizzazioni e rinforzo muscolare), correnti elettriche (elettroterapia). In realtà questi mezzi fisici agiscono solo su alcuni aspetti del movimento come: muscoli, articolazioni e ossa. Sarebbe riduttivo credere che il movimento dell’uomo sia generato e sia possibile attraverso la sola contrazione muscolare e sua relativa intensità e attraverso il range articolare; ovvero la capacità delle articolazioni di ospitare l’escursione fisiologica dei capi ossei. È riconosciuto da tutti, credo , o almeno spero, che il movimento dell’uomo rappresenti una proprietà altamente complessa e raffinata. Stiamo parlando dal “semplice” camminare, che a volte proprio semplice non è, alle spettacolari ed eleganti evoluzioni
di una pattinatrice sul ghiaccio, fino alla creatività e alla padronanza dello scalpello di personaggi come Canova, Bernini o Michelangelo in grado di dare alla luce opere di “divina” bellezza. Chi si occupa di riabilitazione neurocognitiva interpreta l’organizzazione del movimento come una proprietà che emerge da un sistema complesso. L’etimologia ancora una volta viene a darci una mano, infatti uno degli obiettivi dello studioso è quello di comprendere, per l’appunto CUM-PREHENDERE dal latino, ovvero Prendere nell’insieme, afferrare il tutto, significa cioè che per poter conoscere il proprio oggetto di studio, in questo caso il movimento, dobbiamo considerare tutti gli elementi di cui è composto e le relazioni che intercorrono tra tali elementi. Se ci pensiamo anche il termine "Complesso" risulta coerente, CUM-PLEXO, con tessuto, intreccio, trama, sta a significare che un sistema complesso è il risultato dell’azione reciproca degli elementi di cui è composto, il movimento può essere definito quindi una proprietà emergente del sistema.
di una pattinatrice sul ghiaccio, fino alla creatività e alla padronanza dello scalpello di personaggi come Canova, Bernini o Michelangelo in grado di dare alla luce opere di “divina” bellezza. Chi si occupa di riabilitazione neurocognitiva interpreta l’organizzazione del movimento come una proprietà che emerge da un sistema complesso. L’etimologia ancora una volta viene a darci una mano, infatti uno degli obiettivi dello studioso è quello di comprendere, per l’appunto CUM-PREHENDERE dal latino, ovvero Prendere nell’insieme, afferrare il tutto, significa cioè che per poter conoscere il proprio oggetto di studio, in questo caso il movimento, dobbiamo considerare tutti gli elementi di cui è composto e le relazioni che intercorrono tra tali elementi. Se ci pensiamo anche il termine "Complesso" risulta coerente, CUM-PLEXO, con tessuto, intreccio, trama, sta a significare che un sistema complesso è il risultato dell’azione reciproca degli elementi di cui è composto, il movimento può essere definito quindi una proprietà emergente del sistema.
Riassumendo, i muscoli, le ossa, le articolazioni sono elementi di fondamentale importanza per l’organizzazione del movimento, ma non esclusivi, partecipano alla funzione insieme agli aspetti cognitivi , per citarne alcuni: attenzione, memoria, percezione ed altri che vedremo in seguito… ed è per questo motivo che la riabilitazione neurocognitiva assume questa definizione, NEURO-COGNITIVA; il termine “neuro” sta ad identificare la componente biologica dell’oggetto di studio in questo caso: l’essere umano, mentre “cognitiva” è la parte che fa riferimento a quei processi mentali, difficilmente quantificabili, individuabili e per questo di difficile trattazione, pertanto si definisce una teoria neurocognitiva della riabilitazione l'insieme delle conoscenze scientifiche che portano ad individuare l'ipotesi di studio per la quale:
"la qualità del recupero, sia di tipo spontaneo sia guidato dal riabilitatore, dipenda in maniera strettissima dal tipo dei processi cognitivi attivati e della loro modalità di attivazione."
(C.C. Perfetti)
Pertanto è inappropriato pensare che la Riabilitazione Neurocognitiva sia adeguata per le sole patologie di competenza neurologica come gli esiti di ictus, emiplegia, e sindromi cerebellari, infatti lo studio del movimento dimostra come sia difficile dividere la riabilitazione neurologica da quella ortopedica e da quella reumatologica, in quanto i processi che fanno capo all'organizzazione del movimento stesso sono condivisi a prescindere dal tipo di lesione.
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che purtroppo non vengono mai dette.
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