esercizio metodo perfetti superfici tattili

In questo breve articolo vorrei condividere come svolgere in casa uno degli esercizi che si possono proporre dopo un ictus per il recupero del tatto della mano.

Sempre più familiari stanno imparando la riabilitazione neurocognitiva da fare in casa con il proprio familiare, questo mi fa molto piacere perchè ho sempre di più la conferma che il progetto di insegnare alle famiglie sia l’idea giusta a conferma della grande energia che c'è in famiglia
e della determinazione per risollevarsi.


Devo dire a malincuore che una altra conferma che questo progetto sia giusto, ce l’ho avuta dalle polemiche che ho suscitato in molti miei colleghi, sono riuscito a sentire anche frasi di questo tipo :


tu togli il lavoro ai tuoi colleghi, ed è molto
triste pensare che i familiari possano saper fare quello che facciamo noi fisioterapisti dopo anni di studi


In quel momento non me la sono presa, anzi ho sorriso senza
risponderle, perché nel momento in cui mi diceva questa
banalità, mi sono venuti in mente improvvisamente: Flora, la
moglie di Domenico, Antonio, Angela, Anna e tanti altri familiari che ho avuto l’onore di incontrare e a cui ho insegnato come fare
la riabilitazione per il loro caro.


Sai perché ricordarli mi faceva sorridere?


Perché nonostante non hanno una laurea in riabilitazione,
in molti casi si sono dimostrati più in gamba di lei…

per questo sorridevo.


Ma parleremo di cosa accade nell'ambiente in altri momenti adesso concentriamoci sul recupero del tatto e come si costruiscono i sussidi in casa.


Ti mostrerò anche come eseguire un esercizio per il recupero del movimento della mano attraverso le informazioni tattili. Il Prof. Perfetti è una vita che definisce la mano come "l’organo del tatto", e se ci pensi è proprio così, se muovi la mano è per sentire e per conoscere gli oggetti.


Ti insegnerò uno dei tanti modi in cui si può
agire sul recupero della mano e cercherò di essere più pratico possibile, perché è quello di cui hai bisogno.


Perchè in questa fase puoi “guidare la macchina, senza
conoscere il motore a scoppio”, ma tieni a mente che l’ideale è capire pian piano le motivazioni che si celano
dietro a questo modo di fare riabilitazione.

Per questo oggi voglio provare con te a spingere un po’ il
pedale dell’acceleratore e raccontarti qualcosa di un po'
più approfondito, voglio raccontarti l’esercizio
per il tatto, considera che nella video guida si trova all'interno del gruppo di esercizi di categoria superiore.

Questo video è solo un estratto della Video Guida per il recupero dell'emiplegia destra, quindi se nel vostro caso la paralisi è a sinistra dovrete solo proporre quanto spiegato alla mano sinistra.



In più voglio anche farti capire perché lavorare sul tatto è fondamentalequindi perdonami se ti annoio qualche riga in più raccontandoti un esperimento scientifico importantissimo fatto qualche anno fa.


Questo esperimento ha confermato che in seguito ad un ictus 
è necessario lavorare anche sul tatto.

Ecco l'esperimento...



Intorno agli anni 80 due scienziati Strick e Preston si accorsero di un fatto eccezionale che rivoluzionò quello che fino a quel momento si sapeva del cervello e dell’organizzazione del movimento.


Devi sapere che fino alla scoperta di Strick  e Preston si pensava che il movimento del corpo fosse possibile grazie a delle zone cerebrali dedicate alle singole parti del corpo, si pensava che bastasse attivare una di queste zone per muovere una
determinata parte del corpo, come se nel cervello ci fosse stato il
modellino di uomo per produrre i movimenti.



Ma la scoperta di Strick e Preston dimostrò che la realtà è diversa, infatti studiando il comportamento delle scimmie, si accorsero che nel cervello non c’era una sola area per ogni parte del corpo, ma molte di più
e che si “accendono” in base alle diverse informazioni che vengono gestite con il corpo, per farti un esempio pratico:


quando la scimmia toccava una stoffa con il dito indice, si “accendeva” una area del cervello mentre se la scimmia con lo stesso indice indicava un oggetto, allora si accendeva una altra area,

Cosa significa questo?

Che il dito indice non ha una sola area nel cervello, ma ha molte di più aree, ed ognuna si attiva in base ai diversi compiti e quindi in base alle diverse informazioni che con il corpo andiamo a gestire, nel caso della stoffa, le informazioni sono tattili, nel caso dell'indicazione di un oggetto, le informazioni sono di "spazio" e di movimento.

Da questo esperimento in poi si ebbe chiaro anche per la riabilitazione che il recupero del movimento deve passare per il
recupero della nostra capacità di “sentire” e “percepire”, se
vogliamo riattivare il cervello dopo una lesione dobbiamo fare esercizi dove ci sia la percezione e la capacità di elaborare
informazioni con il corpo.


So quello che stai pensando, che non proprio tutti se ne sono accorti e ancora più di 30 anni dopo questa scoperta, a cui ne sono
seguite altre ancora più evidenti, dopo un ictus ancora si fa
rinforzo muscolare e stretching, purtroppo è vero accade
troppo spesso che dopo un ictus non venga considerato il reale
problema, ma stiamo qui a parlarne proprio per cercare di cambiare le cose.


La curiosità è che l’esperimento di Strick e Preston avvenne negli anni 80, Carlo Perfetti intuiva l’importanza del tatto nei suoi esercizi più di 10 anni prima…


Ecco finalmente l’esercizio per il tatto della mano.


Di cosa hai bisogno?


Come già sai mi piace che tutti i sussidi per la riabilitazione si costruiscano in casa per non spendere soldi inutilmente, per questo ti mostro come A. e suo marito hanno costruito in modo molto intelligente e creativo, i sussidi per il tatto.




La Base


A. ed il marito hanno usato dei quadratini di compensato per la
base delle superfici tattili e la ritengo una ottima scelta, in alternativa ti suggerisco anche di usare un cartoncino rigido come base.



Le superfici tattili




Carta vetrata: in commercio ci sono vari tipi di carta vetrata che differiscono per la “grana”.



Feltro: è una delle tantissime stoffe che puoi trovare in una giornata a casa

Millebolle: è una superficie interessante,  unico
inconveniente è il rumore che produce al passare del
polpastrello, ti consiglio di tenerne conto.


Similpelle: mi ricordo che mia madre in casa aveva un cassetto del cucito con centinaia di queste stoffe diverse, sono sicuro che anche in casa tua ce ne sono molte.




Cartoncino ondulato: questa è proprio interessante, è la parte ondulata del cartone, ho visto che le merendine ce l’hanno.




Cera: questa è stata molto creativa, colare la cera sul supporto ha creato una superficie tattile disomogenea e caratteristica.



Questi sono solo esempi, è ovvio, che puoi utilizzare di
tutto: jeans, cotone, lana, insomma libera la tua
creatività, e se ti va raccontami cosa hai usato, potrebbe
tornare utile anche agli altri, come hanno fatto A. e suo marito.


Come eseguire l’esercizio?


Ti racconto una modalità semplice, per prendere confidenza
con questo esercizio.


1.    Per cominciare fai sedere a tavola il tuo caro o di fronte ad una scrivania, se il tuo caro ancora si trova allettato, eseguirete l’esercizio a letto.


2.    Nel caso della posizione da seduti, le mani vanno posizionate entrambe sul piano di lavoro, mentre nella posizione a letto, il braccio può stare tranquillamente lungo il fianco.


3.    Disponi sul piano di lavoro 3 o 4 tasselli in modo che siano ben visibili, e spiegagli che dovrà riconoscerli con gli occhi chiusi mentre glieli fai toccare con la mano.


4.    Chiedi al tuo familiare di chiudere gli occhi.


5.    Sostieni delicatamente il dito del tuo
caro e fai scorrere il suo polpastrello su una delle superfici, chiedigli di riconoscere le caratteristiche della superficie


6.    Posiziona di nuovo la superficie a
posto e chiedigli di indicare la superficie che ha appena sentito


7.    In caso positivo, bene procedete con
il sentire le altre, ricordati di scegliere in modo sempre casuale.


8.    In caso di errore, fagli sentire il
tassello che ti ha indicato, in modo da fargli costruire delle
differenze nel suo cervello.


9.    Man mano che procedete vi accorgerete
che se l’esercizio è fatto con cura, la mano se
soffre di rigidità, andrà rilasciandosi, molto
gradualmente si intende, e la percezione diventerà
più precisa.


Questo è uno dei tanti modi in cui si può
lavorare con il tatto della mano, ho scelto questo perché
è semplice ed intuitivo, se hai problemi scrivimi pure che
proviamo a risolverli insieme.

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14 commenti:

caro valerioi,ieri ho perso mia mamma,entrata il 26 luglio in ospedale per un ictus ischemico
avendo nei primi giorni un po' di febbre e' stata imbottita di antibiotici senza il riparatore causandole una mucosi orale,con lingua gonfia e sanguinante,mentre era alimentata attraverso sondino.nota che nel frattempo era avvenuto un leggero miglioramento tale da aver recuperato un po' di parola e la gamba paralizzata i parametri al monitor cuore battiti 60 polso 65,ossigenazione 93,respiro 25
la logopedista comunque decise per mettere una peg.il giorno prima dell'operazione,durante la visita dei parenti con me presente la mamma si sente male perche' lo stomaco pieno tracimava,ed il magiare tornava su per l esofago impedendo di respirare,le venne aspirato mezzo litro di alimenti dall esofago,il giorno dopo il chirurgo non applico' la peg perche l esofago era ancora pieno di detriti,mia mamma attese 2 ore i barellieri nella camera del risveglio,che la portassero di nuovo in reparto, 2giorni dopo arriva la polmonite e mentre le fanno le analisi del sangue si scopre che questo e' diventato infetto,mentre 10 giorni prima non lo era.seticemia ed in una settimana la mamma e' andata in paradiso,dopo aver lottato un mese come un leone se ne e' andata non per l ictus ma per tutte le complicaziomi avvenute in ospedale gli ultini giorni c'e' stato un accanimento terapeutico nei suoi confronti,forse sarebbe stato meglio un bella prevenzione,ed io non sarei a scrivere questa triste storia.attenti ai vostri cari,perche' in certi ospedali si entra in condizioni abbastanza gravi e si esce coperti da un lenzuolo,io sono qui a piangere la mia mamma morta senza un vero perche'

Mi dispiace per la tua triste storia, deve essere stata un incubo.

non posso fare altro che inviarti un abbraccio

ciao

Caro Valerio non preoccuparti di "spingere sull'acceleratore" ogni giorno non vedo l'ora di controllare la posta per trovare i tuoi utili consigli. e non ti preoccupare di quello che possono dire i tuoi "colleghi" sul fatto che insegnando queste cose ai familiari porti via il lavoro a loro, come hai detto giustamente ,questo non fà altro che confermarti che stai facendo la cosa giusta

GRAZIE VALERIO DI ESISTERE,GRAZIE....PER QUELLO CHE STAI COSTRUENDO PER TUTTI NOI,GRAZIE A DIO ABBIAMO UN UOMO CHE PENSA AL PROSSIMO,DIO TI RICOMPENSA GIORNO DOPO GIORNO,GRAZIE PER LA TUA CARITATEVOLE E UMILTA' D'ANIMO CHE TI DISTINGUE,CIAO A RESTO GIOVANNA DA PALERMO.

...per me l'ictus ischemico era uno sconosciuto...lo sentivo nominare dagli altri ma mai avrei pensato che ad un uomo giovane, attivo, allegro,sano,colto, nonno pieno di inventive e di amore per i suoi nipoti come mio padre avrebbe avuto il dispiacere di conoscerlo così improvvisamente!!cmq la nostra vita si è stravolta e dopo aver visto da vicino questo "devastatore" ho voluto conoscerlo a fondo..mi sono documentata, ho cercato, ho letto..ma è grazie a te e alle tue mail che ho ritrovato la forza di poter infondere speranza ad un uomo che si sentiva a pezzi ed inutile...anch'io ho cominciato a pensare che c'era una possibilità..c'erano il modo, le persone, le terapie giuste per credere che tutto forse si potrà sistemare!!il suo recupero sembra già piuttosto positivo...l'unico timore che mi resta è il rischio spasticità...c'è un modo per evitarla? si può riconoscere per tempo se sta subentrando??..grazie per dare considerazione e importanza alle persone che all'inizio solo per caso e per curiosità hanno iniziato a leggere il tuo sito!!!

Perdona il ritardo abissale della risposta, ma mi è sfuggito il post,

Per riconoscerla non è difficile, potrebbe accorgersene per primo tuo padre, se non ha problemi di linguaggio potrebbe dirti che percepisce gli arti duri rigidi tirati, altrimenti anche dall esterno è possibile notare la flessione del gomito, la mano atteggiata in chiusura, la gamba estesa durante il cammino il piede che tende a girarsi, fiuti segni sommari di irradiazione e reazione abnorme allo stiramento, che sono 2 elementi di spasticità, per prevenirla è fondamentale una riabilitazione che coinvolga i processi cognitivi e quindi il reale problema dell'ictus.

A presto

"lavoro"? "studi"? Io non ho visto nessuno dei due nei fisioterapisti dei centri di riabilitazione! Anche a me viene da ridere... però amaramente! Lei Dott. Sarmati è uno dei pochi galantuomini in ambito sanitario!!!

Ti ringrazio ma personalmente ritengo solo di avere la fortuna di portare a casa il pane con il metiere che amo e di voler partecipare al cambiamento delle cose, anche se si tratta di piccole scalfitture e le resistenze degli altri sono ingenti.

Caro Valerio,
Sono un tuo collega , apprezzo moltosssimo il tuo progetto per le famiglie che in molti casi quando si trovano di fronte ad un evento emotivamente doloroso come un ictus , non sanno dove sbattere la testa , io lavoro in un centro in toscana , è un centro privato quidi i pazienti arrivano dopo aver ricevuto un primo approccio terapeutico di solito in centri ASL , purtroppo la maggior parte dei casi ha effettuato rinforzo muscolare e stretching , e pocchissimo etc la spasticità poi la si risolve male , comunque mi piacerebbe poter avere un contatto diretto con te per inviare o far aquistare i cd a famiglie di miei pazienti.
Un saluto
Alberto Cortopassi

Caro Alberto, l'appoggio di un collega nei confronti di questa iniziativa vale molto, ti ringrazio. Ti ho aggiunto a G+ a presto

egregio Dottore,io ho mio padre ancora in ospedale,allettato in seguito ad ictus conseguente ad arresto cardiaco chegli ha danneggiato la parte sinistra del cervello.Con meraviglia dei medici mio padre riesce a muovere pero' entrambe le bracca anche se la dx fa piu' fatica;idem per le gambe.La cosa che abbiamo notato da quando è in questa condizione(quasi 2 mesi) è che a lui piace molto toccare le nostre mani e percepire se ci sono anelli o quant'altro,anche se indossiamo sempre dei guanti perchè ancora in terapia intensiva.A tal proposito,siccome la sua degenza in tale reparto si sta allungando a causa di continui virus e batteri che si sviluppano in continuazione,per non farlo atrofizzare troppo ho deciso,con parere favorevole dei medici del reparto,di pagare un fisioterapista che gli faccia fare almeno un minimo di movimento base per tre volte in una settimana.Ora che invece leggo che sforzare i movimenti se non collegati ala percezione non serve,le chiedo è utile che io continui a fare questo o serve un altro tipo di terapia?le rappresento che mio padre è a fasi alterne nel senso che a volte capisce meno di altre. Inoltre egli non è in una terapia intensiva neurologica ma cardiochirurgica in quanto appunto tutto conseguente a problemi cardiaci e quindi i medici non ci indirizzano molto su quale aiuto possiamo cominciare a dare a mio padre per non atrofizzare troppo corpo e cervello,lei cosa mi consiglia?la ringrazio anticipatamente,carmen

Cara Carmen,
ti ho risposto per email, in ogni modo, trovandosi in terapia intensiva vedrai che la fisioterapia proposta anche se non neurocognitiva non sarà così forzata ed appena saranno stabilizzate le condizioni cliniche potrete aiutarlo anche voi nel recupero
a presto

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