Corso Riabilitazione Neurocognitiva (Metodo Perfetti) con il paziente Emiplegico

Riabilitazione Neurocognitiva con il paziente emiplegico è il titolo del corso di formazione per fisioterapisti appena concluso presso il Don Gnocchi di Acerenza in Basilicata. Il corso è stato incentrato sul trattamento del paziente emiplegico secondo il Metodo Perfetti ed ha visto il susseguirsi alla docenza tra lezioni pratiche e teoriche il dott. Valerio Sarmati e il dott. Sergio Vinciguerra. Il corso ha avuto la durata di 5 giorni per un totale di 40 ore di lezioni. Il corso è stato accreditato dal ministero della salute per un totale di 52 crediti formativi ECM per i 30 fisioterapisti presenti. 

Struttura del Corso 




Le lezioni 
L'obiettivo del corso è stato quello di preparare i fisioterapisti della struttura della Fondazione Don Gnocchi di Acerenza al trattamento del paziente emiplegico, tramite l'approccio neurocognitivo, più comunemente conosciuto come Metodo Perfetti o Esercizio Terapeutico Conoscitivo. 


Con questo resoconto sul corso cogliamo l'occasione per poter ringraziare la Fondazione Don Gnocchi per questa opportunità e per averci permesso di organizzare il corso esattamente come volevamo, dandoci la possibilità di poter trattare direttamente nella struttura ben 4 pazienti già presenti presso la struttura di Acerenza, e rivolgiamo i nostri complimenti per la qualità della struttura sia dal punto di vista strutturale e organizzativa sia da quello delle risorse umane . 
Con il mio collega abbiamo richiesto 4 pazienti suddivisi in 2 pazienti emiplegici destri e 2 pazienti emiplegici sinistri. In questo modo abbiamo potuto mostrare ed evidenziare le caratteristiche particolari di queste due eventualità in seguito ad un ictus.

Insegnare direttamente in una struttura dedicata al trattamento del paziente emiplegico post acuto rappresenta per un docente una ottima opportunità di incidere sulla futura qualità del recupero dei pazienti, infatti nonostante la plasticità del sistema nervoso non abbia una data di scadenza, é nei primi mesi di ricovero dove possiamo godere della massima vivacità di recupero in seguito ad un ictus. 
 È all'interno di questo stesso primo periodo dove la qualità delle scelte terapeutiche possono permettere al paziente di evitare o ridurre che compaiano e si strutturino aspetti della patologia come la spasticità. 
Per questo motivo abbiamo affrontato la docenza di questo corso con il massimo entusiasmo e responsabilità. 



Cogliamo l'occasione inoltre di ringraziare i 4 pazienti che hanno prestato loro stessi e le loro problematiche per permetterci di poterle affrontare insieme ai corsisti. Alla direzione abbiamo chiesto espressamente pazienti con notevoli difficoltà proprio per mostrare come poter affrontare il lavoro sul paziente emiplegico anche di fronte a notevoli impedimenti dell'attenzione, della "collaborazione" del movimento e del linguaggio, proprio perché sono i pazienti più complessi a rischiare di non ricevere il trattamento più corretto rischiando di non ricevere un adeguato recupero dal punto di vista neurocognitivo, infatti proprio le difficoltà della patologia rischiano spesso di riflettersi sul trattamento fisioterapico. 

Personalmente nella parte pratica scelgo sempre di mostrare il paziente emiplegico destro che proprio a causa delle sue problematiche di afasia e di aprassia più di tutti rischia di essere sottoposto ad un trattamento esclusivamente fisico. 

C'è un aneddoto legato a questa scelta che risale ai tempi del tirocinio universitario, in una rinomata clinica Romana. 
All'epoca ero incuriosito dalle lesioni del sistema nervoso centrale e dall'ictus e sapevo che ad uno dei miei tutor, il collega che mi avrebbe dovuto mostrare come trattare i pazienti, sarebbe arrivata una nuova paziente molto grave, con emiparesi a destra, afasica ed appassica e mi ero sempre chiesto come il fisioterapista avrebbe potuto interagire e proporre la miglior riabilitazione in caso difficile come quello e adesso avevo l'opportunità di vedere il mio collega esperto all'opera. 
Ma con estrema delusione all'ingresso della signora in palestra ascoltai le sue parole: 

"La signora non capisce e noi non capiamo lei, quindi l'unica cosa che possiamo fare è mobilizzarle e rinforzarle il lato buono, almeno miglioriamo la sua capacità di partecipare agli spostamenti posturali, letto-carrozzina e carrozzina- letto" 

Per fortuna le cose non stanno così come descrisse il mio tutor, ed anche con problemi di linguaggio, aprassia, neglect, anosognosia e collaborazione, non solo è possibile lavorare sul recupero in modo raffinato, ma il trattamento di qualità diventa una vera e propria necessità . 
Per questo scelgo sempre il paziente emiplegico destro durante i corsi, come simbolo di "risarcimento" e per dare ai miei colleghi che vogliono imparare quello che in quel primo momento di formazione non ho ricevuto io. 


La prima giornata è stata dedicata ad una introduzione alla riabilitazione neurocognitiva, dove abbiamo concentrato gli ultimi 40 anni di ricerche ed intuizioni del prof. Carlo Perfetti accompagnate da tutte le ricerche scientifiche di riferimento sulle quali poggia l'approccio terapeutico neurocognitivo. 
Introducendo i temi più importanti come la plasticità del sistema nervoso centrale, la Diaschisi, la spasticità del paziente emiplegico, le rappresentazioni corticali del corpo e del movimento e approccio sistemico.



La seconda, terza e quarta sono state giornate miste, dove il mattino era dedicato alle lezioni frontali di teoria con i 30 corsisti provenienti da diversi presidi del don Gnocchi nel sud come quello di Salerno, mentre il pomeriggio potevamo ruotare tutti per vedere il trattamento dei 4 pazienti. 
L’ultima giornata ci siamo dedicati ad una full immersion nel trattamento dei pazienti.


La qualità di un corso non poggia solo sui contenuti o sull’abilità dei docenti, ma anche dalla qualità del managment della struttura e soprattutto dai corsisti stessi. Noi possiamo parlare della struttura e dei corsisti che sono stati magnifici, attenti, vogliosi di imparare, umani ed in gamba con i pazienti nonchè molto educati e rispettosi nei nostri confronti, mentre dal punto di vista dei contenuti e delle nostre lezioni, meglio siano loro a parlare. Un grazie affettuoso ed un arrivederci



4 commenti:

Davvero un modo di vedere e ragionare del tutto diverso rispetto ai comuni modi di interpretare la riabilitazione e di conseguenza molto significativo a discapito della riabilitazione tradizionale che spesso ci rendiamo conto ha dei limiti.per cui ancora una volta grazie ad entrambi per quanto ci avete trasmesso con l'auspicio di rivederci e perché no approfondire altre tematiche ma di sicuro con l'impegno da parte mia, nostra, di mettere in pratica quanto appreso.

Siete semplicemente ingamba. Grazie soprattutto per averci trasmesso un nuovo modo di approcciarsi al paziente neurologico. Spero di incontrarvi ancora per migliorare ulteriormente quello che già eccellentemente ci avete insegnato. Buon natale

Ciao Valerio, ulteriori informazioni. Grazie
gabrielmorenozarate@hotmail.com

Ok, nel frattempo abbiamo creato anche un webinar gratuito che tratta l'introduzione alla riabilitazione neurocognitiva (Metodo Perfetti), è possibile iscriversi da Qui

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