-- EMIPLEGIA SINISTRA

valerio sarmati esercizi ictus

Emiplegia Sinistra e le caratteristiche del paziente emiplegico sinistro, sono argomenti fondamentali per comprendere le problematiche di chi vive gli esiti di un ictus cerebrale che abbia colpito l'emisfero destro del cervello

Conoscere le specifiche principali di un’emiplegia sinistra, ci permette di comprendere al meglio i comportamenti del paziente emiplegico sinistro e ci consente di individuare il migliore trattamento di riabilitazione
Chiariamo fin da subito che nelle pagine di questo sito parleremo di emiplegia e di emiparesi come sinonimi, in quanto la differenza di gravità della paralisi che vogliono rappresentare, oltre a non essere chiara e misurabile non ci aiuta nel nostro obiettivo che è quello di capire come organizzare la fisioterapia quando ci troviamo di fronte a un’emiplegia sinistra e a un’emiplegia destra. 
Se per il paziente emiplegico destro è evidente il frequente disturbo linguistico (afasia) e quella che viene definita Aprassia, per il paziente affetto da emiplegia sinistra, i disturbi risultano più complessi e difficili da individuare. La differenza va ricercata nei diversi ruoli svolti dai due emisferi cerebrali. Ricordiamo anche che gli emisferi cerebrali producono un controllo incrociato nei confronti del corpo, ovvero l'emisfero destro del cervello controlla la parte sinistra del corpo e viceversa, per questo un’emiplegia sinistra ha come causa una lesione controlaterale, dell'emisfero cerebrale destro. 
Il paziente con un’emiplegia sinistra dal punto di vista scientifico ha ricevuto meno attenzioni del destro proprio perchè l'emisfero danneggiato veniva ritenuto non dominante a differenza di quello opposto in grado di regolare le funzioni del linguaggio e il movimento del lato destro del corpo. Di seguito riportiamo le caratteristiche principali che un paziente con emiparesi sinistra può presentare.


il Neglect: noto anche come Eminattenzione o Eminegligenza spaziale, è una sindrome che comunemente viene attribuita al deficit di esplorare lo spazio visivo di sinistra. Non è un disturbo della vista, piuttosto la difficoltà di considerare e portare l'attenzione verso lo spazio di sinistra. Questo disturbo giustifica anche in parte le difficoltà di movimento che incontra il paziente emiplegico sinistro, che sono relative alla sua difficoltà di prestare attenzione al "mondo di sinistra", compreso il suo stesso corpo e con esso l'ambiente circostante. Si tratterebbe quindi di un deficit di attenzione esterna, ma anche interna al corpo. È fin da subito comprensibile come queste osservazioni siano fondamentali per definire come debbano essere strutturati gli esercizi. Non sarà più sufficiente chiedere al paziente di sforzarsi di guardare verso sinistra o di risolvere dei rompicapo visivi, il paziente dovrà svolgere degli esercizi dove dovrà percepire il suo lato sinistro del corpo, portarci attenzione e recuperare la capacità di gestire le informazioni provenienti dallo spazio interno e non solo quello esterno.

Anosognosia: un’altra sindrome che insieme al neglect in genere riscontriamo nel paziente con un’emiplegia sinistra e che descrive la difficoltà del paziente di riconoscere la propria condizioni patologica. Non si tratta di un meccanismo di difesa psicologica messo in atto dal paziente per evitare un argomento fonte di dolore come quello della sua malattia, bensì alla perdita di efficenza di un vero e proprio processo cognitivo a causa dalla lesione all'emisfero cerebrale destro. Il paziente potrebbe negare il fatto di avere una paralisi o nello specifico difficoltà di movimento di arto superiore e arto inferiore.  
Come quadro clinico, l'anosognosia può presentarsi con forma e gravità diverse, infatti il paziente potrebbe essere completamente consapevole della sua patologia, di aver subito un ictus, potrebbe anche sapere nel dettaglio se i danni cerebrali subiti siano il frutto di un attacco ischemico o di un’emorragia, e del tutto cosciente di tutti i sintomi inclusa la paralisi della mano o del piede, ma allo stesso tempo potrebbe sottovalutarne le problematiche e sentirsi più "sano" o in "salute" di quanto non lo sia e prendersi dei rischi svolgendo attività troppo complesse. Es: il paziente che in ospedale perde l' equilibrio e cade cercando di alzarsi per andare in bagno mentre è evidentemente paralizzato o il paziente che vedendo la bicicletta in garage prova a montarla nonostante cammini ancora con grandi difficoltà. Gli esperti del recupero con competenze di neuroscienze, sono chiamati a considerare qualsiasi sfumatura di questi disturbi perchè sono fondamentali per impostare i trattamenti di riabilitazione per il recupero del paziente post ictus. Questi due aspetti patologici appena citati nell' articolo quando associati danno luogo ad una serie di vicissitudini e difficoltà, che i pazienti affetti da emiplegia sinistra incontrano tutti i giorni, che però troppo spesso diventano oggetto di aneddoti curiosi e mira di fraintendimenti.
Chi si occupa di riabilitazione, ha il compito di tradurre "l'aneddoto" in un dato riabilitativo in grado di guidare al meglio la costruzione delle migliori strategie di riabilitazione per il recupero un’emiplegia sinistra. 

Emiplegia Sinistra Cause sintomi e conseguenze 

L’ictus è tra le cause principali di un’emiplegia e a sua volta l'ictus trova le sue cause in un’emorragia o una ischemia, entrambi fattori che provocano delle lesioni cerebrali: quest'ultime le vere cause di un’emiplegia. Per chiarezza ricordiamo che il controllo del corpo da parte degli emisferi cerebrali è incrociato, pertanto le cause di un’emiplegia sinistra sono date da alterazioni cerebrali dell'emisfero destro. 
L’ictus non è l'unica causa di danni cerebrali, infatti questi sono possibili a causa di un trauma cranico, di un tumore della rottura di un aneurisma o malformazione arterovenosa ( che comunque conducono a una emorragia). Per quanto riguarda i sintomi non è corretto parlare di veri e propri sintomi di emiplegia, in quanto l'emiparesi stessa è un segno dei danni cerebrali e nemmeno possono essere definiti dei sintomi veri e propri i sopracitati disturbi legati all'eminegligenza spaziale unilaterale e all'anosognosia. È appropriato parlare di sintomi nel caso della patologia a monte, l’ictus e che è possibile approfondire in questa pagina dedicata ai sintomi
È il caso invece soffermarci sui contenuti delle conseguenze di un’emiplegia perchè è su queli che la fisioterapia dovrà incidere per ottenere il recupero. 

Emiparesi e spasticità

La conseguenza più evidente è quella motoria, infatti la parola stessa emiplegia significa paralisi di una metà, e per chiarezza si differenzia da l'emiparesi solo perchè indica una perdita maggiore della componente motoria mentre il termine emiparesi indica un disturbo parziale o perlomeno più lieve (negli articoli del sito tratteremo tuttavia questi termini come sinonimi, è una distinzione che in ambito medico riabilitativo ai fini del razionale della fisioterapia non assume una grande importanza). La paralisi motoria caratteristica di una emiparesi è spesso accompagnata da un’altro elemento della patologia dovuto alle lesioni cerebrali che è la spasticità
Abbiamo approfondito il tema della spasticità in altre pagine per questo qui ci limiteremo a inquadraral come un insieme di alterazioni del tono muscolare e della qualità dei movimenti di tipo intenzionale e riflesso, in altre parole il paziente soffre di un rigidita di alcuni importanti gruppi muscolari mentre altri al contrario appaiono paralizzati. La spasticità è oggetto di attenzione dell'area medica e di quella della riabilitazione perchè entrambe sono alla continua ricerca di possibilità di cura farmacologiche e meccaniche. 

Emiparesi e processi cognitivi

Anche se parlare di alterazione dei processi cognitivi nel caso di ictus ed emiparesi non è ancora molto diffuso, è di fondamentale importanza approfondire questo tema. La diagnosi medica spesso riporta più compiutamente il problema motorio del paziente quello legato alla paralisi e quello in relazione all'ipertono mentre il deficit cognitivo viene attribuito spesso solo a quei pazienti che presentano lacune evidenti nel ragionamento e nell'orientamento nello spazio e nel tempo. Allo stesso modo i pazienti colpiti da ictus riferiscono con determinazione che i loro problemi sono a livello del movimento, del muscolo, ma che con la testa sono gli stessi di prima. Questo è un malinteso piuttosto comune, ma dobbiamo fin da subito far presente che quando ci riferiamo alle funzioni cerebrali e ai processi cognitivi, non stiamo parlando dell'intelligenza o della personalità del paziente, che potrebbe non aver subito alcuna perdita anche in seguito a una lesione come quella data da un ictus, tuttavia tale lesione ha coinvolto il cervello e le funzioni del cervello sono funzioni cognitive, anche il movimento stesso è parte di una funzione cognitiva, perchè per muovere l'organismo ha bisogno di analizzare il contesto, fare una previsione del movimento, fare ricorso alla memoria, percepire gli effetti del movimento apprendere nuove abilità. Sono queste le abilità cerebrali che l'ictus altera in seguito alla lesione, sono tutte capacità che si riferiscono alla gestione del corpo in movimento. Purtroppo la riabilitazione riesce con molta difficoltà a studiare tali aspetti e sopratutto tradurli in esercizi, ma ad oggi non risulta più possibile affrontare un percorso di fisioterapia dopo ictus che non coinvolga le funzioni cognitive e si diriga solo sulla parte fisica del corpo. Ne deriva che il trattamento riabilitativo del paziente emiplegico sinistro, non sarà rivolto al rinforzo muscolare e la spasticità non verrà considerata come un problema solo muscolare, ma il trattamento per il recupero in seguito ad ictus ed emiplegia sinistra dovrà considerare nello stesso momento: il corpo, le funzioni alterate come la deambulazione e la capacità di prendere e manipolare oggetti, ed i processi cognitivi. 

Fisioterapia e Riabilitazione post ictus 

Quanto appena discusso sulle conseguenze di un ictus e la caratteristiche di un’emiplegia sinistra ci consentono di identificare il tipo di riabilitazione più ragionevole nei confronti del recupero del paziente con emiparesi. 
In passato e per lungo tempo la riabilitazione era solo rivolta al muscolo, ma successivamente la neurofisiologia ha permesso di comprendere molti meccanismi dei riflessi che sono alla base del movimento ( Bobath, Kabat, Vojta) e ancora successivamente alla fine degli anni sessanta la stessa neurofisiologia insieme ad altre discipline scientifiche come la psicologia scoprivano l'importanza dei processi cognitivi per il comportamento umano e insieme allo sviluppo nel campo dell'ingegneria medica con lo sviluppo del neuroimaging (TAC, Risonanza magnetica funzionale). Questo sviluppo scientifico insieme alle intuizioni di un medico italiano Carlo Perfetti hanno permesso il nascere di una nuova teoria della riabilitazione di tipo neurocognitivo, per la quale la qualità del recupero dipende strettamente dalla modalità attraverso la quale il paziente è in gradio di attivare i propri processi cognitivi sia spontaneamente sia con l'aiuto del fisioterapista. Dagli studi ed esperienze cliniche di Perfetti nasce l'approccio riabilitativo che prende il nome di riabilitazione neurocognitiva secondo Perfetti, ma che comunemente viene chiamato Metodo Perfetti e gli esercizi sono proprio rivolti a considerare le alterazioni cognitive del paziente, facendo anche cura a distinguere con attenzione le diverse caratteristiche di una paziente con emiparesi a destra o di uno con emiparesi a sinistra perchè le due paralisi ricordiamo dipendono da danni cerebrali a due diversi emisferi. 

Riassumendo: I disturbi legati all'emiplegia sinistra, si manifestano come deficit motori (spasticità, ipertono, difficoltà nel camminare e nel movimento di braccio e mano), ma queste espressioni visibili, sono il risultato della lesione cerebrale che ha compromesso le capacità del soggetto di poter organizzare al meglio i suoi processi cognitivi. terapia 

Risorse Utili 

Di seguito troverete alcune risorse che possono essere utili per gestire l’ictus la terapia e per approfondire il tema del Metodo Perfetti 

Visita online

Puoi prenotare una visita on-line con il Dott. Valerio Sarmati per conoscere di più sullo stato di recupero del paziente i margini di miglioramento possibili e gli eventuali percorsi di terapia più adatti al caso. Prenota una visita


Programma di Riabilitazione diretto dal Dott. Valerio Sarmati 

Dal 2008 il Dott. Valerio ha messo a disposizione un programma di riabilitazione che i pazienti insieme ai propri familiari e ai loro fisioterapisti possono seguire a distanza. Il paziente viene attentamente visitato utilizzando dei sistemi di valutazione studiati appositamente per il paziente post ictus, viene elaborato un piano di esercizi personalizzato e poi viene affidato tutto il materiale video necessario per imparare gli esercizi da eseguire. Il paziente con il familiare e il suo fisioterapista invierà periodicamente i video di come esegue gli esercizi in casa agli specialisti del team per ricevere le correzioni e i suggerimenti per perfezionare l'esecuzione degli esercizi. È importante coinvolgere la famiglia nel processo di recupero dei pazienti colpiti da ictus cerebrale perchè la fisioterapia richiede molte ore di impegno e i familiari possono garantire una risorsa importantissima per la terapia. 

E-book

e-book metodo perfettiAbbiamo realizzato un piccola guida in formato e-book per permetterti di avere una panoramica immediata su alcuni consigli importanti da tenere conto per non commettere errori nella gestione del dopo ictus, abbiamo anche inserito 4 esempi di esercizi che puoi già fin da subito provare con il tuo familiare e con il tuo fisioterapista. Puoi scaricare gratuitamente l'ebook da qui

InteraMente, alla scoperta del cervello nel recupero post ictus 

interamente valerio sarmatiÈ il libro scritto da Valerio Sarmati e dedicato a pazienti, familiari, professionisti e appassionati di scienze cognitive. Nel libro vengono raccontate storie di pazienti alle prese con il loro recupero, potrai trovare molti esempi di esercizi e tanti consigli utili per affrontare il recupero con la riabilitazione neurocognitiva secondo Perfetti. Puoi acquistare il libro da qui.

   

Autore 

Valerio Sarmati laureato in Fisioterapia e Professioni Sanitarie della Riabilitazione specializzato in Riabilitazione Neurocognitiva del paziente post ictus, docente di riabilitazione neurotraumatologica presso il corso di laurea per fisioterapisti al polo del San Filippo Neri di Roma, e di Riabilitazione neurocognitiva al master di neuroriabilitazione dell’università La Sapienza Roma

26 commenti:

è la mia piccola giada,gemellina nata a 30 sett,che mi ha riportato come dicono i medici una sfumata emiplagia...lei cammina,certo bascula tanto pero' cammina...non ha disturbi psichici,vede sente...l'unica cosa questo disturbo motorio sfumato all'arto sinistro...

Caro lettore,
Mi dispiace per la tua piccola,
Personalmente mi occupo di riabilitazione dell' ictus per il paziente adulto, se ci sentiamo per email ti indirizzò ai miei colleghi molto bravi per l'età evolutiva.

Un caro saluto

Ho 36 anni, 5 anni fa mi è stato asportato un glioblastoma in area temporale dx, con conseguente emiplegia sx., cammino autonomamente, ma arto superiore ancora solo minimamente funzionale. il suo metodo può essere utilizzato anche nel mio caso o solo dopo ictus?

sono la mamma di Alessandro, 1 anni, doppia emiplegia sinistra ovvero quadriplegico per Klebsiella Pneumonia a 14 giorni di vita. Sono interessata anche io alla ETC a Roma. la mia mail è annamgiusti@yahoo.it

stutedentessa di infermieristica prossima alla tesi.
che dire, cercherò di svolgere al meglio la professione + bella del mondo e per farlo bisogna avere tanto cuore ma si deve anche tanto studiare. ecocmi qui ad approfondire una tematica per uno degli ultimi esami...

Affetta da emiparesi sinistra da quando avevo 10 anni. Adesso ne ho 41 e sono completamente autonoma. Lavoro nell'ambito della riabilitazione visiva.
Se non fosse per infermiere dolcissime, medici competenti e straordinariamente umani, oltre che per fioterapisti molto abili, la mia vita sarebbe molto diversa.
A infermieri, medici e fisioterapisti il mio più sentito grazie per la passione con la quale svolgono il loro lavoro.
Ai genitori un sincero in bocca al lupo per l'importante compito educativo nei confronti dei figli speciali e dei loro speciali fratelli.
Da figlia posso dire che sono caduta tante volte e tutte le volte mi sono rialzata. Ogni volta tirarsi su era più facile. Da figlia e da riabilitatore vi dico: fate "cadere" i vostri bambini, impareranno a rialzarsi. Fateli sbagliare, impareranno a pensare.

salve sono una neolaureata in fisioterapia.... dopo i miei tre anni di tirocinio presso una struttura che si occupava anche di esiti di ictus ho riscontrato ma anche studiato che la spasticità (dopo lesione specifica del sistema piramidale ) colpisce i muscoli flessori del braccio e estensori della gamba....perciò il paziente assume una posizione addotta e semiflessa del braccio e la gamba tesa fa si che si crei il fenomeno dell'andatura falciante per impossibilità nel flettere l'arto nella marcia..... ora il punto è che ho sentito dei dottori che dicevano che la miglior cosa per la spasticità all'arto inferiore è il decupito prono per estendere meglio l'arto..... chi sbaglia?! ho visto con i miei occhi che il decubito prono è controproducente.... la prego di rispondere al mio dubbio.... grazie mille anticipatamente

Nell'emiplegia sinistra, la difficoltà di linguaggio, dipende solo dall'emiplegia facciale o anche da altro? Grazie!

Se il paziente non è mancino, in genere si è da attribuire alla disartria data dall'emiparesi.

Grazie mille! Quindi bisogna lavorare sui muscoli facciali, se ho capito bene. Mia sorella sta recuperando molto bene ma questo aspetto sembra che vada più a rilento rispetto al recupero della gamba e del braccio e, anche se il suo linguaggio è comprensibile, fa fatica ad articolare le parole.
Grazie per la sua disponibilità!

In genere è prevista della logopedia in questi casi

Sì, la sta facendo. Ancora grazie per la conferma.

10 giorni fa mio padre, di 88 anni , ha avuto un ictus. E' ricoverato in ospedale e vorremmo cominciare a fargli fare qualche esercizio. prima di questo evento era allettato da dicembre a seguito della frattura di alcune costole. ora non muove la parte destra del corpo, la parte sinistra è più debole rispetto a prima e non riesce a parlare. capisce quello che gli diciamo, si sforza di parlare ma non riesce e cerca di tenere in movimento la parte sinistra. E' molto spaventato. dove posso reperire degli esercizi per stimolare le sue capacità cognitive e dei metodi perchè riesca a comunicare anche senza parlare? grazie mille

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SALVE DOTTORE LE VORREI PARLARE IN PVT SE POSSIBILE ASPETTO SUA RISPOSTA AL PIU PRESTO GRAZIE

SALVE DOTTORE LE VORREI PARLARE IN PVT SE POSSIBILE ASPETTO SUA RISPOSTA AL PIU PRESTO GRAZIE

Ciao Nicola, mandami una mail intanto valeriosarmati@gmail.com

Buonasera dottore, mio padre 72 anni il 25 gennaio è stato colpito da ictus ischemico nella regione fronto-insulo-temporale dx che ha causato una emiplegia sinistra. è sempre stato vigile, la memoria non ha subito danni. da 4 giorni si trova presso una clinica riabilitativa per le dovute terapie.
le premetto che in 33 gg di ricovero ospedaliero non è stato sottoposto ad alcun tipo di riabilitazione.
questa mattina, i dottori della clinica ci hanno detto che mio padre non collabora in quanto si addormenta durante gli esercizi fisioterapici in palestra. risulta invece iperattivo durante la notte. secondo loro ha scambiato il ritmo sonno/veglia.
ci sono possibilità di miglioramenti?
grazie mille

Ripongo sempre speranza nei miglioramenti a seguito di una buona riabilitazione, anche il discorso veglia-sonno è piuttosto complesso, attualmente ho in cura un paziente con lo stesso problema e non è semplice, dobbiamo strutturare la giornata in modo che sia sempre impegnato e non dorma in modo da poter invece dormire la notte, per la questione della collaborazione invece ritengo sia sempre proporzionale alla qualità delle richieste riabilitative fornite

Buongiorno dottore, intanto grazie per la risposta. Mio padre ha superato la fase dello scambio notte/giorno ed è notevolmente migliorato. Adesso inizia a muovere i primi passi con l'aiuto del terapista, reggendosi al passamano. Ha un buon appoggio del piede e della gamba plegici. Ma tende comunque a buttarsi con forza verso il lato plegico, rendendo in questo modo il suo equilibrio molto precario. Il collo e il busto sono molto rigidi anche quando è seduto in carrozzina. Nessuno però riesce a spiegarmi questa cosa e non so se è una questione temporanea di equilibrio o rimarrà sempre così. saprebbe darmi una risposta? La ringrazio anticipatamente.

Buongiorno dottore ho 45 anni e quando ero piccolo sono stato affetto da emiparesi sinistra ora stabilizzata.
Vorrei sapere se con l'andare avanti negli anni avrò problemi a muovermi autonomamente,visto che attualmente svolgo la professione di guardia giurata e ho un invalidità del 46% a causa di questa problematica.
Premetto che attualmente non ho alcun problema e ho una vita normalissima lavorativa e privata al 100%
la ringrazio per la risposta che vorra darmi

Buon giorno,
Anche il mio piccolo di due anni sembra avere una sfumatura al cervello. Fa tutto ma cammina corre ma appogia il piedino destro sulla punta.Adesso facciamo fisioterapia. Lei ha avuto dei miglioramenti?
Grazie e in bocca al lupo

Buonasera dr ho avuto un emiparesi sx nel 99 post operazione meningioma recuperato tanto ma poi causa crisi epilettica perso molto del recupero ottenuto secondo lei dopo tutti questi anni ancora posso migliorare? Con fisioterapia?

Per il signore affetto da emiparesi da piccolo, invece quello che possiamo pensare è che vada meglio invece di peggiorare visto che il nostro cervello è plastico

Per il signore con l'emiparesi, conosco molti casi che hanno avuto miglioramenti e continuano tuttora a fare piccoli progressi, quindi secondo il mio parere a fronte di una ottima riabilitazione è possibile migliorare anche dopo molto tempo, ovviamente dovremo fare i conti il tempo passato e le problematiche che tendono ad instaurarsi

Buongiorno dottore.mia madre....1- focolaio ischemico ictus sub avuto nel territorio di distribuzione dell'arteria cerebrale anteriore dx. 2- laminectomia decompressiva L4/L5. 3- radicolopatia sensitivo motorie. 4- cardiopatia ipertensiva schelodegenerativa complicata da Fac in Noa. 5- poratrice di PMK.....IN OSPEDALE AD ABRUZZO mi hanno detto che non c'è piu niente da fare per la riabilitazione intensiva.....sono disperata.

Buonasera a settembre ho avuto ictus criptogenico con emiplegia sx,dopo diagnosi di forame ovale pervio con spunti severo ,sottoposto a trombolisi in circa 1 h dall'evento.Mi è rimasto un deficit di forza e sopratutto un deficit di concentrazione e memorizzazione. Vorrei se tutto questo potrà migliorare e se fa parte dell evento ischemico

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