-- EMIPLEGIA SINISTRA

EMIPLEGIA SINISTRA

L'Emiplegia Sinistra e le caratteristiche del paziente emiplegico sinistro, sono argomenti fondamentali per comprendere le problematiche di chi vive gli esiti di un ictus cerebrale che abbia colpito l'emisfero destro del cervello.


Conoscere le specifiche principali dell'Emiplegia Sinistra, ci permette di comprendere al meglio i comportamenti del paziente emiplegico sinistro e ci permette di individuare il miglior trattamento riabilitativo.


Se per il paziente emiplegico destro è evidente il frequente disturbo linguistico (afasia) e quello aprassico, per il paziente affetto da emiplegia sinistra, i disturbi risultano più complessi e difficili da


E' proprio per questo che il trattamento della Emiplegia sinistra non ha mai goduto di una attenzione specifica. Le principali caratteristiche che spesso sono associate all'emiplegia sinistra sono:
  • Anosognosia
il Neglect Noto anche come eminattenzione o eminegligenza spaziale, questo fenomeno è comunemente legato alla difficoltà di esplorare lo spazio visivo di sinistra. Non è un disturbo della vista, ma piuttosto la difficoltà di considerare e portare l'attenzione verso lo spazio di sinistra.Questo disturbo giustifica anche in parte le difficoltà di movimento che incontra il paziente emiplegico sinistro, che sono relative alla sua difficoltà di prestare attenzione al "mondo di sinistra", compreso il suo stesso corpo e con esso l'ambiente circostante. 
Anosognosia Altra caratteristica peculiare dell'emiplegia sinistra è la spesso associata Anosognosia, ovvero la mancata consapevolezza della propria patologia.


Questi due disturbi quando associati danno luogo ad una serie di vicissitudini e difficoltà, che il paziente affetto da emiplegia sinistra incontra tutti i giorni, che però troppo spesso diventano solo oggetto di aneddoti curiosi e fraintendimenti. Chi si occupa di riabilitazione, ha il compito di tradurre "l'aneddoto" in un dato riabilitativo in grado di guidare al meglio la costruzione delle migliori strategie riabilitative per il recupero dell'emiplegia sinistra.


Infatti i disturbi dell'attenzione e della consapevolezza, hanno degli evidenti effetti sul movimento e sul comportamento del paziente emiplegico sinistro, per questo devono essere coinvolte e recuperate attraverso la riabilitazione.


Si è parlato più volte del fatto che il movimento è il risultato della complessa organizzazione, all'interno della quale i processi cognitivi giocano un ruolo fondamentale. 
Un esempio semplice di come l'alterazione dei processi cognitivi ed in particolare dell'attenzione, possa determinare l'alterazione del movimento può essere dato dai bambini con il Disturbo Di Attenzione. 
Sono bambini vivaci, ipercinetici, che non riuscendo a focalizzare l'attenzione se non per pochi attimi, sono sempre in continuo movimento. 
Anche nel paziente affetto da emiplegia sinistra, le alterazioni del movimento non sono determinate da una alterazione dei muscoli, ma da quell'insieme di alterazioni cognitive tra cui, il disturbo di attenzione, è quello più invalidante.
Nel particolare le difficoltà attentive nella emiplegia sinistra, coinvolgono la capacità di dirigere l'attenzione sul punto più significativo per la risoluzione di un problema e la capacità di poter dividere l'attenzione su più aspetti del corpo contemporaneamente. In associazione ai disturbi di attenzione, risultano marcati in taluni casi, anche notevoli difficoltà di apprendimento; ricordiamo che il recupero si baserà sulla capacità del terapeuta di insegnare e sulle capacità del paziente di imparare il movimento più evoluto. 
I disturbi della percezione nell'emiplegia sinistra, pertanto, non faranno solo capo alla eventuale lesione diretta delle aree sensitive primarie, ma saranno altresì il risultato di una complessa difficoltà di "in-formarsi" attraverso il proprio corpo, dell'ambiente in cui ci muoviamo. 
Ne deriva che il trattamento riabilitativo del paziente emiplegico sinistro, non sarà rivolto al rinforzo muscolare e la spasticità non verrà considerata come un problema solo muscolare, pertanto non verranno somministrati farmaci come la tossina botulinica (tra l'altro contro producente ai fini riabilitativi), ma il trattamento per il recupero in seguito ad ictus ed emiplegia sinistra dovrà considerare nello stesso momento: il corpo, le funzioni alterate come la deambulazione e la capacità di prendere e manipolare oggetti, ed i processi cognitivo-emozionali ed informativi.


La Riabilitazione Neurocognitiva o Metodo Perfetti, da anni è riconosciuta come la terapia di elezione per il recupero del paziente emiplegico, perché oltre al recupero della contrazione muscolare, prende in considerazione anche i processi cognitivi. 

E se provate a rifletterci, l'ictus è un danno cerebrale, non colpisce direttamente i muscoli, ma la nostra capacità di organizzare il movimento attraverso i processi cognitivi, come attenzione, apprendimento, percezione e memoria. 

Riassumendo: I disturbi legati all'emiplegia sinistra, si manifestano come deficit motori (spasticità, ipertono, difficoltà nel camminare e nel movimento di braccio e mano), ma queste espressioni visibili, sono il risultato della lesione cerebrale che ha compromesso le capacità del soggetto di poter organizzare al meglio i suoi processi cognitivi.


Le funzioni mentali che sappiamo essere la base per poterci muovere, nel caso di una emiplegia sinistra devono essere l'oggetto delle cure e della riabilitazione per ottenere il miglior recupero.
Ne deriva che la riabilitazione dell'emiplegia sinistra, passerà attravero il trattamento terapeutico che sia in grado di considerare il recupero di tali capacità cognitive.


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6 commenti:

è la mia piccola giada,gemellina nata a 30 sett,che mi ha riportato come dicono i medici una sfumata emiplagia...lei cammina,certo bascula tanto pero' cammina...non ha disturbi psichici,vede sente...l'unica cosa questo disturbo motorio sfumato all'arto sinistro...

Caro lettore,
Mi dispiace per la tua piccola,
Personalmente mi occupo di riabilitazione dell' ictus per il paziente adulto, se ci sentiamo per email ti indirizzò ai miei colleghi molto bravi per l'età evolutiva.

Un caro saluto

Ho 36 anni, 5 anni fa mi è stato asportato un glioblastoma in area temporale dx, con conseguente emiplegia sx., cammino autonomamente, ma arto superiore ancora solo minimamente funzionale. il suo metodo può essere utilizzato anche nel mio caso o solo dopo ictus?

sono la mamma di Alessandro, 1 anni, doppia emiplegia sinistra ovvero quadriplegico per Klebsiella Pneumonia a 14 giorni di vita. Sono interessata anche io alla ETC a Roma. la mia mail è annamgiusti@yahoo.it

stutedentessa di infermieristica prossima alla tesi.
che dire, cercherò di svolgere al meglio la professione + bella del mondo e per farlo bisogna avere tanto cuore ma si deve anche tanto studiare. ecocmi qui ad approfondire una tematica per uno degli ultimi esami...

Affetta da emiparesi sinistra da quando avevo 10 anni. Adesso ne ho 41 e sono completamente autonoma. Lavoro nell'ambito della riabilitazione visiva.
Se non fosse per infermiere dolcissime, medici competenti e straordinariamente umani, oltre che per fioterapisti molto abili, la mia vita sarebbe molto diversa.
A infermieri, medici e fisioterapisti il mio più sentito grazie per la passione con la quale svolgono il loro lavoro.
Ai genitori un sincero in bocca al lupo per l'importante compito educativo nei confronti dei figli speciali e dei loro speciali fratelli.
Da figlia posso dire che sono caduta tante volte e tutte le volte mi sono rialzata. Ogni volta tirarsi su era più facile. Da figlia e da riabilitatore vi dico: fate "cadere" i vostri bambini, impareranno a rialzarsi. Fateli sbagliare, impareranno a pensare.

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