Grazie!

Spero che l'articolo "10 cose che devi sapere" ti sia piaciuto.



Nei prossimi giorni riceverai altre informazioni interessanti con:

  • Consigli utili su cosa fare e cosa evitare
  • Esperienze di recupero
  • Spiegazioni di alcuni esercizi per il recupero da ictus
  • Informazioni e suggerimenti utili per gestire l'ictus in casa ed in clinica
Quando non vorrai più essere aggiornato sulle novità riguardanti l'ictus ed il recupero, potrai cancellarti semplicemente con un solo click.


P.S.


Ti chiedo scusa in anticipo se ti darò del tu nelle mie e-mail, se mai ci vedremo dal vivo, ti invito a fare lo stesso con me.


P.P.S


Ricordati di inserire il mio indirizzo tra i tuoi contatti in rubrica,  in questo modo è più facile che le mie email non vengano bloccate dai filtri della tua casella di posta.






Valerio Sarmati

Via Aurelia 429 1/b
Roma 00165 (italy)

Tel. 0666018356

64 commenti:

Grazie delle "10 cose che devi sapere", ho apprezzato e penso che mia mamma, che ha avuto un grave ictus (prima ischemico poi emorragico) più di tre anni fa, abbia avuto una buona riabilitazione fino ad ora. Mia mamma è abbastanza giovane, è stata colpita da ictus appena dopo aver compiuto 54 anni, e continua tutt'ora con un percorso riabilitativo che comprende logopedia e fisioterapia, continuiamo a vedere dei miglioramenti continui che seppur piccoli si fanno sentire. Visto che ormai sono passati ben più di 12 mesi dall'ictus, a suo parere potrebbero comunque essere utili gli esercizi da lei proposti=

Cara Flora, è vero che i primi mesi in seguito all'ictus sono quelli più vivaci per il recupero, ma il nostro sistema nervoso è plastico e ci permette di imparare sempre, anche dopo 12, 18, 24 e più mesi, gli esercizi conoscitivi hanno la caratteristica di stimolare l'apprendimento di movimenti sempre più evoluti.

mia moglie ha avuto una aneourisma operata perfettamente ha avuto una complicazione di vaso spsmo che le ha provocato una ischemia corticale e sottocorticale nella area del cervello dx con la perdita della sensibilità del braccio e della gamba sx è ricoverata da 17 gioirni in riabilitazione e stà facendo piccoli passi ha dato tono al tronco e riesce a fare piccoli progressi sente il dolore negli arti e formicolare tutto stà comparendo anche una leggera spasticità nella mattinata che pian piano sparisce la zona interessata dell'ischemia e abbastanza grande 4cm per 2 circa oggi hanno detto i dottori che non si esprimono nelle evoluzioni bisogna aspettare per valutare ho chiesto se adottano il metodo Perfetti , mi hanno risposto che loro non lo usano ma cercano nella robotica che non hanno
la degenza dura sino alla fine di giugno dopo questo periodo dicono che le probabilità che lei possa caminare svaniscono mentre ho letto che se stimolata la fisioterapia e esguita bene da i suoi frutti
Mauro da Bolzano Bozen pensano più alla politica che alla salute a questo punto

Cauro Mauro,

Mi dispiace per tua moglie,

ma 17 giorni sono ancora pochi, mi auguro che ci saranno dei miglioramenti nelle settimane che seguiranno,

Mi auguro che la sensazione di formicolio sia accompaganta poi da un progressivo "risveglio" della sensibilità.

Sai la dimensione del danno non sempre è indicativa delle effettive difficoltà che ne conseguono.

Quando ti dicono che le probabilità di camminare svaniscono dopo giugno forse intendono dire che quando si vedono dei miglioramenti veloci nei primi mesi allora il recupero è evidentemente più semplice mentre se è lento allora ci saranno più difficoltà, considera che il sistema nervoso centrale è plastico e ci permette di apprendere sempre, dobbiamo essere noi in gamba ad insegnare le cose giuste.

La robotica, è l'ennesima buona intuizione utilizzata in modo improprio ed in modo incoerente con il problema dell'ictus,
tutto nel mio modesto parere personale.

Un caro saluto a te e tua moglie (tienimi aggiornato)

Valerio Sarmati

sono un ragazzo di 28 anni, ed ho avuto una MAV a livello del tronco.Sono rimasto 3vmesi in ospedale, sono uscito da quasi due mesi ed ho ancora la parte detra bloccata.Il primo sanguinamento della MAV è stata a dicembre del 1995 ed ho fatto l prima seduta di radioterapia e dopo una seconda nel 1999 e visto che già sono stato sottoposto a due sedute non posso farne ancora e non si può neppure embolizzare.Volevo chiedervi se avete qualche consiglio da darmi e se ci sono possibilità di ritornare come prima.saluto tutti.

Caro Santino,

Sai due mesi è ancora una finestra di tempo breve, anche se l'emorragia è avvenuta al livello del tronco dell'encefalo è possibile che molto del "blocco" della parte destra che riferisci sia il frutto della diaschisi, e dello shock che il sistema nervoso centrale subisce in seguito ad un insulto vascolare come il tuo.

Ora il consiglio che ti do e quello di non avere di fronte a te come obiettivo prossimo , il tornare come prima, ma cerca di vincere giorno per giorno lo stato in cui ti trovi adesso e di ragionare per piccole tappe, conquistane una alla volta e cerca di andare più lontano possibile.

ricordati che il danno che hai subito è nel cervello non nei muscoli quindi la riabilitazione che dovrai affrontare sarà nei confronti delle funzioni del cervello che permettono il movimento della parte destra.

Un caro saluto

Valerio Sarmati

ti ringrazio tantissimo,spero di sentirci presto.
tanti saluti
Santino

CARO DOTTORE ,
GRAZIE ANTICIPATAMENTE PER LA SUA RISPOSTA E PER I CONSIGLI CHE GENTILMENTE HA MESSO A DISPOSIZIONE
MIO PADRE HA AVUTO UN EMMORAGIA SUL LATO DESTRO NON SENTE DOPO 1 MESE LA MANO E IL BRACCIO DESTRO NE LA GAMBA DESTRA LA PUO MUOVERE NON CAMMINA OVVIAAMNETE ANCORA NONOSTANTE FISIOTERAPIA E RICOVERATO DOPO LA FASE POST ACUTA IN UN CENTRO DOVE DICE LE FANNO FARE SOLO 10 MIN DI FISIOTERAPIA E LO HANNO GIA MESSO IN PIEDI
HO TANTA CONFUSIONE PER C'E CHI DICE E SBAGLIATISSIMO METTERE GLI ELETTRODI COSI PRESTO , C'E CHI DICE E SBAGLIATO METTERLO GIA IN PIEDI DOPO SOL UN MESE VORREI TANTO PORTARLO A ROMA O AL NORD MA I SISTEMI SANITARI SONO COMPLICATI E NON E FACILE METTERE D'ACCORDO ASL DEL SUD CON NORD
MI DAREBBE CONSIGLI SU CHE TIPO DO TERAPIA ?IL CRYOSYSTEM CHE HO VISTO IN VARI SITI E CONSIGLIATO E VALIDO ?
PORTARLO IN CASA E PRENDERE UN TERAPISTA PRIVATO E CONSIGLIABILE ?
GRAZIE TANTE PER LA SUA GENTILE ATTENZIONE
CRISTINA PALESI

Cara Cristina,

purtroppo il mondo della riablitazione è spesso immaturo e pieno di vincoli,

considera che un mese dopo l'ictus è una finestra di tempo in cui ancora molto può succedere,

gli elettrodi così presto certamente non sono il massimo per la cura dell'emiplegia e dell'ictus, in realtà non vedo propio il motivo di farli neanchi dopo, pensavo che non si facessero più a dire il vero.

Il macchinario che mi hai indicato come molti altri macchinari che si prestano alla cura dell'emiplegia agiscono in modo indiretto, quello che ti voglio dire è che la spasticità è un fenomeno che per essere modificato, deve essere controllato dal paziente stesso, altrimenti quando si trova a muoversi da solo non sarà mai in grado di superarla.

Spesso in questo mondo ogni mese esce una proposta miracolosa, ma la realtà è che ci vuole un gran bel lavoro per tirare fuori un recupero di qualità, purtroppo le scorciatoie non sempre portano a destinazione.

Un caro saluto

Valerio Sarmati

Ciao,Valerio ho mio padre che ha avuto un ictus di tipo ischemico da circa 3 mesi e mezzo ha 75 anni ,ora è in clinica di riabilitazione per recuperare il lato sx del corpo ....fin d'ora abbiamo ottenuto dei piccoli movimenti della gamba (piega la gamba ma non riesce a stenderla)ma è ancora molto debole non riesce a stare in piedi ...ma la cosa che mi preoccupa e che accade spesso e che durante le terapie si addormenta...è normale?

Ciao,

mi è capitato spesso di avere pazienti con questa difficoltà di mantenere l'attenzione e di assopirsi durante le terapie,

probabilmente è proprio sull'attenzione e sulla la sua capacità di mantenerla che bisognerebbe agire attraverso la terapia,

proponendogli gradualmente degli esercizi che migliorino il suo stato di coscienza del corpo e riattivino i processi cognitivi in modo adeguato,

spesso terapie troppo intense dove si cerca di mettere in piedi il paziente e farlo camminare a forza non sempre sono producenti e non sempre coerenti con il problema dell'ictus

Un caro saluto

Ciao Dott. Valerio,
mi sono iscritta perchè una mia cara amica ha un fratello di 59 anni che il 19 luglio scorso è stato colpito da ictus.
Il fratello parla bene, non ha problemi a muoversi, ed è già molto, mi rendo conto, ma ha problemi di memoria, non ricorda moltissime cose tra cui la morte del fratello e del padre, avvenute più di 15 anni fa.
Ora sta vivendo una fase depressiva, a quanto ho capito, non vuole più restare in ospedale ma i familiari sono restii a lasciarlo tornare a casa perchè temono che possa avere dei comportamenti pericolosi (ha già tentato di lasciare l'ospedale per conto suo).
I familiari si chiedono se e come affrontare il problema dei suoi ricordi: quando hanno cercato di dirgli che uno zio, che lui cercava, non c'era più, si è disperato.
I familiari sono lasciati a se stessi dai medici sulle modalità di intervento a livello psicologico: non sanno se e come sia il caso di
parlargli.
Puoi aiutarli?
Grazie
Lucia

Cara Lucia,

da quello che mi racconti sembrerebbe che gli aspetti più compromessi siano quelli autobiografici,

posso solo immaginare come si senta il fratello della tua amica.

se ci deve essere un sostegno psicologico, ti consiglio un professionista che tenga conto dell'ictus, altrimenti c'è il rischio di andare fuori strada. potrebbere essere il campo del neuropsicologo.

saluti

gent.mo dott.Sarmati,
la ringrazio per questo suo spazio in internet molto chiaro e utile.Sono stato colpito da ictus a dicembre s.a. con esiti di emiplegia sx.Ho ripreso a camminare, anche se zoppico, ad aprile c. a., ma la mano e il braccio sx non danno segni di mobilità.Ho eseguito un mese di terapia rriabilitativa presso il centro di Agazzi(AR)ed ho potuto lavorare poco con il braccio anche a causa di una sublussazione.Continuando così, cosa accadrà al mio arto sup.sx?Sono preoccupato e pessimista sul recupero totale, mentre, a mio modesto avviso la camminata può migliorare, ma come? Camminare tanto non basta, anzi mi provoca i cosiddetti movimenti clone. La ringrazio di tutto e mi complimento ancora per l'iniziativa così utile ed esplicativa.Saluti
Patrizio Greco

Caro Patrizio,

ti ringrazio per gli apprezzamenti,

spesso dico ai miei pazienti di non avere di fronte a loro il recupero totale ed il ritorno all'esatta situazione di prima, questo non aiuta perchè non permette di apprezzare i piccoli progressi, che sono necessari per raggiungere il miglior recupero.

poi hai detto una frase molto bella, anche se apprentemente semplice.

"la camminata può migliorare" è una frase bella, perchè non hai detto la "gamba" può migliorare, il che significa tu hai compreso che non è un problema della gamba in se, ma è un problema della funzione del camminare che non è regolato dalla sola gamba ma da tutto il corpo e dai processi mentali che permettono il movimento. Se la vedi così allora puoi imparare a camminare in modo migliore come in passato hai imparato a fare meglio molte altre cose, come uno sport la guida o altro.

migliorare il cammino significa imparare a muoversi meglio attraverso esercizi che ti permettano di migliorare la percezione del tuo corpo la disinvoltura con la quale utilizzi la tua attenzione e potenziare il tuo apprendimento.

concludendo non hai motivo di preoccupati del recupero totale perchè questo non potrà avvenire se non passando quelle piccole tappe di miglioramento quotidiano, preoccupati invece di metterti su una strada che ti permetta di migliorare sempre, anche se di poco ogni volta.

nelle email che riceverai troverai approfondimenti su come fare, se non dovessi ricevere nulla nei prossimi giorni, fammi sapere che ti mando tutto a mano.

Un caro saluto

caro d.tte domenico
mio padre e stato colpito da emorragia celebrale il 31/7/2010 dalla tac si evidenzia la parte destra del cervello colpita,non e stato possibile operarlo hanno solo fatto piccolo intervento dove hanno aspirato una piccola parte di di sangue,dopo le 48 ore hanno rifatto la tac ma non e cambiata dalla prima,allora decidono di fargli il drenaggio il 14/8/2010 rifanno un'altra tac e dicono che si sta riasolbendo il 16/08/2010 decidono di togliere il drenaggio allo stato attuale apre solo gli occhi ma non sempre,il giorno che e stato colpito lui e andato da solo in coma dopo 10gg di ricovero e stato sedato adesso lui e in coma suo oggi sono 20gg l'ospedale ha fatto richiesta di trasferimento ad un centro risveglio san'tanna crotone.carissimo d.tte valerio quando tempo può rimanere ancora in coma suo,io quando lo vado a trovare con tutti i miei stimoli lui apre gli occhi ma non sempre ho la sensazione che lui mi sente. ciao a presto

Ciao!
mi son travata qui cercando materiale sulla riabilitazione neurocognitiva Perfetti Puccini.
trovo quanto hai scritto semplice e chiaro.
complimenti.

Grazie Rox,

mi auguro che apprezzerai anche i successivi che ti arriveranno nei prossimi giorni.

saluti

Dot. Sarmati buona sera,innanzi tutto Le faccio i complimenti per la dedizione che porta alla Sua professione,mi entusiasma vedere che il giuramento di Ippocrate vale più della retribuzione fine a se stessa. Ora mi permetto,con Sua concessione,di parlarle del caso di mio fratello di 41 anni che é stato ricoverato verso la fine di agosto in cardiologia a Belluno poiché ha il cuore atrofico e ingrossato,é stato sottoposto a diverse analisi e da sempre prende medicinali anticoagulanti ma non ostante ciò sabato 28/9/2010 ha avuto un ictus che ha bloccato la parte DX del corpo,é stato terribile vederlo in quelle condizioni ma in una settimana già cammina perfettamente ed ora sta iniziando ad avere controllo e forza della mano DX,non riesce però a parlare ma si alimenta da solo,comprende bene ciò che gli si dice e si sforza di partlare ma non vi riesce. Lei pensa che posso ben sperare? ci sono cose che dovrei sapere o che può consigliarmi? RingraziandoLa fin d'ora rimango in attesa di una Sua risposta. Alan

è il miglior dottore che conosco! grazie mille spero che i suoi aiuti pratici possano migliorare la situazione

ciao sono flavio mio papà oltre a l'ictus ha i giramenti di testa come devo fare?

grazie,io ho avuto un ictus sx a febraio sto benino sono stata in ospedale circa 2 mesi.Mi fa piacere vedere che i famigliari se preocupano,non comé i miei,perche mi vedono in piede pensano che sto bene come prima è come sono arrivata a casa non aiutano per niente solo il bambino di 10 anni ha capito.Mio marito stenta anchè a darme i soldi della spessa perche non vado in negozio è quando ero in ospedale se ne andava in giro con la vicina che ha una ferramenta,in due mesi non ha avuto tempo per venire in ospedale per vedere la fisioterapista come fare la terapia a casa.Scusa si mi sono sfogata,piango di nascosto so che non mi fa bene... sono stata fortunata camino parlo mi muovo devo essere solo contenta.una domanda puo venire una dermatite da stress? il mio dottore me la ha diagnosticata.grazie sei una persona gentile,che il Buon Dio guide sempre i tuoi passi e la sua luce illumine il tuo camino

caro Valerio, non parliamo mai di afasia!!! mio padre a seguito di ictus è rimasto afasico: fisicamente sta benissimo ma il grande problema per lui che era scrittore/conferenziere è che non riesce ad esprimersi , a capire, a leggere, a scrivere!!! Qulache consiglio in merito? abbiamo già fatto il test per l'afasia, ma la logopedia può ben poco....Grazie per il tuo lavoro
Silvia

Buongiorno, mia mamma è stata operata d'urgenza per un aneurisma che gli ha provocato una forte emorragia. Ora sono 12 giorni dopo l'intervento, muove gli arti si ricorda delle persone e anche date di nascita, ma è confusa scambia il presente con il passato, non ricorda di essere stata operata, pensa di essere a casa e non in ospedale, delle volte ricorda persone scomparse (es. mio padre morto 1 anno fa) e dopo poco mi chiede dove sono. Per ora non la fanno alzare dal letto anzi la tengono legata per paura che si alzi. Tutto questo passerà?

Eccomi qui, mio fratello 4 anni fa ha avuto un'emorragia cerebrale parte sx e frontale. Il movimento della gamba destra è molto migliorato, il braccio molto poco ma l'afasia è il grande problema. Non parla più, dirà al massimo 10 parole. Io vorrei aiutarlo dal punto di vista cognitivo. Cosa posso fare? quale esercizi da poter fare insieme?
Grazie
Paola

salve sono una ragazza di 18 anni. martedì mia nonna di 76 anni ha avuto un ictus, dalla tac risulta che ha un trombo. la parte destra del corpo non si muove, non parla, non mangia, a volte apre gli occhi e non so se sente noi familiari (perchè a volte se le dico "nonna stringimi la mano", lei a volte lo fa a volte no. praticamente lei muove piede sinistro e la mano sinistra con la quale stringe la mia a volte a volte la alza e si vuole togliere il sondino dal naso. i dottori dicono che non ha la condizione del tempo quindi pure se stiamo 5 minuti o un'ora vicino a lei, lei non si rende conto anche se ci sente. così dicono. le hanno fatto una terapia avanzata appena è arrivata all'ospedale. praticamente il dottore ci ha parlato di due terapie, una tradizionale e questa avanzata che è più rischiosa dell'altra ma c'è una percentuale maggiore che possa migliorare. quindi noi abbiamo scelto quella migliore che potesse aiutarla a tornare come prima in un certo senso. i dottori inoltre dicono che migliora. ieri ha girato la testa verso il centro perchè l'ha sempre tenuta verso destra. poi più volte che ha sbadigliato abbiamo sentito il suono che ha emesso con lo sbadiglio. ah dimenticavo, le tengono il cuore e la pressione sotto controllo e le danno la cura che lei faceva per la sua insufficienza mitralica. a volte guardando la macchina vedo in tutti gli orari che registrano la pressione quando è alta, perchè lei è ansiosa, e quando è normale. ho paura che le vanga quando non ci sente e si rende conto che non sta a casa si faccia prendere dall'ansia e si alza la pressione. mi scuso per la lunga spiegazione, però ho cercato di spiegare bene la situzione della nonna. la situazione è troppo grave? o col tempo la nonna può migliorare e ricomciare a vivere come prima?

Per il Figlio di Domenico:

è difficile prevedere quanto durerà il coma, ritengo comunque sempre importante che tu e la tua famiglia gli stiate vicino, soprattutto perchè hai anche l'impressione che lui ti percepisca, vi auguro che si svegli il prima possibile per iniziare l'avventura del recupero, tienimi aggiornato.

a presto

Per Alan,

non sono passati molti mesi e da quello che mi racconti tuo fratello ha iniziato un buon recupero, nessuno ci vieta pensare che ai fini del movimento possa sempre migliorare,

Il linguaggio è un aspetto molto complesso e delicato, che richiede lo stesso modo di ragionare che utilizziamo per il recupero del movimento, infatti movimento e linguaggio sono entrambi espressioni del nostro comportamento che condividono molti processi cognitivi alla loro base,

quindi la logopedia non può ridursi alla semplice ripetizione delle parole, ma alla ricostruzione delle capacità comunicative.

tienimi aggiornato

Per Veronica,

per la domanda della dermatite da stress ti consiglio di informarti presso il tuo medico curante,

lo stress è evidente dalle tue parole, l'ictus purtroppo nasconde molte inside, tra cui anche quella di mettere a dura prova i "nervi" e la lucidità di tutta la famiglia, dopo aver scelto il miglior percorso riabilitativo, il rapporto tra i familiari è certamente un aspetto che non va trascurato,

a presto

Per Paola e Silvia,

il prblema dell'afasia come ho scritto in precedenza è decisamente delicato e complesso, il linguaggio condivide molti processi ognitivi con il movimento e per questo il concetto riabilitativo è lo stesso,

nei prossimi articoli che riceverete in futuro verrà trattato anche questo argomento, è in preparazione anche una video guida per il recupero dell'emiplegia destra e del linguaggio, ma è un lavoro lungo che non sarà pronto prima della prossima primavera,

un consiglio che vi posso dare ora è quello di evitare la ripetizione delle parole, il fatto di saper ripetere una parola non significa che venga appresa,

a presto

Per la ragazza di 18 anni,

sono passati pochi giorni dall'ictus di nonna, c'è tutto il tempo per migliorare la situazione,

adesso la priorità è quella di stabilizzare la sua condizione clinica, affidati alle mani dei medici che l'hanno in cura e non appena sarà in grado di fare riabilitazione, tiene presente i miei suggerimenti, anche quelli che riceverai nelle prossime email,

a presto

Gent.mo,
mio figlio 4 anni fa ha avuto 1 ictus ,ancora oggi ci sono segni ..tipo il passo falciante ...il braccio elastico...i primi di giugno 2011 (si pensa dovuto ad i caduta in casa )1 emorragia con ematoma importante ..ricovero accertamenti ecc ecc...i primi di luglio malore sul lavoro (dopo 4 anni l'hanno assunto al terminal traghetti x 2 mesi )annebbiamento della vista ,bocca storta ,il braccino che andava x conto suo...durato circa un quarto d'ora ....visita neurologica che orescrive risonanza cranio..risultato un tia......ho fatto un riassunto altrimnti ci stavo giorni a raccontarle la disavventura del mio figliolo ...lui sempre piu' spaventato x la situazione che si crea ogni qual volta ha qualche incidente di percorso....e pensi che dal 100 % di invalidita' sono scesi all 85% dopo aggravamento...siamo di genova l'avevo anche portato a milano al besta ma senza speranze diverse da quelle che gia avevamo..
grazie se potra' darci 1 mano
giovanna strazzulla mamma di
massimiliano badile

Salve Dottore,
mia sorella (36 anni) martedì scorso ha avuto un ictus. E' sempre stata cosciente e vigile e ha avuto una paralisi alla gamba e braccio destro e difficoltà nel linguaggio. Ha trascorso 5 giorni nella Stroke Unit, poi 3 giorni in neurologia e da domani la passano al reparto di riabilitazione. Ha fatto l'eco alla testa e le è stato detto che la vena del cervello interessata dall'ictus è completamente libera e che ha un piccolo residuo sulla carotide. Le hanno detto che non c'è bisogno di intervento chirurgico e che col tempo si calcificherà. Ma il rischio che possa accaderle di nuovo c'è ancora? Quando tornerà a casa potrà avere anche degli attacchi di epilessia o assenze? Ho anche il timore che essendo in una struttura pubblica la riabilitazione possa non venir fatta correttamente. Lei ha la sensibilità degli arti, riesce un pò a muovere la gamba ma il braccio non si muove proprio. Siamo della provincia di Treviso, ci sono dei centri specializzati validi a cui possiamo rivolgerci? La ringrazio Eva

salve dott.vedere tutti questi post è come sentirmi a casa mia.
purtroppo anchio nel 2008 ho avuto un la rottura di aneurisma celebrale congenita, l'intervento tutto bene ma dopo tre giorni inizia a paralizzarsi tutto l'emilato sx non sentivo e non muovevo più ne gamba ne braccio-mano sono stato trasferito nel centro riabilitativo montesano (SA)che praticano l'etc del prof. Perfetti e a dire il vero mi son trovato a dir poco bene a dicembre sono tre anni ho avuto un buon recupero adesso cammino ancora un po zoppicando con un po di dolori al quadricipide femorale ed alle estremità delle dita piede e x questo srivo x sapere se questi dolori mi lascieranno un giorno o resteranno a vita.
Tornando all'arto superiore ho dolori alla spalla facendomi rinunciare ad ogni movimento e poi mi ha portato uno scompenso alla colonna vertebrale e mi ritrovo con delle contratture al collo-spalla dx volevo consigli x eliminare queste contratture e questi dolori che mi impediscono di usare l'arto sx.
adesso sto continuando con l'etc a domicilio a pagamento visto che l'asl si salerno non riconosce il metodo perfetti dottore consigliami tu se vale la pena di passare da te o meno

Dottore buon pomeriggio, vorrei chiedere delle informazioni.
Mia madre di quasi 83 anni il 13 maggio u.s. è stata ricovera presso l'Ospedale sant'andrea di roma con diagnosi emisindrome motoria sinistra in esito ad eschemia cerebrale talamica dx; il 19 maggio è stata trasferita presso la Fondazione s. Lucia di via Ardeatina sempre a Roma. Ora dopo tre mesi circa ha recuperato sia la parola e ormai ingoia tranquillamente tutto. Per la gamba sinistra ha cominciato a camminare sia in palestra e da due giorni, sempre con il fisioterapista, con il trespolo. Il dottore che ha in cura mia madre all'ospedale mi ha detto che il 15 settembre la deve dimettere perchè sono passati quattro mesi e non la possono tenere ancora: ora io non riesco a decidermi come affrontare il futuro se portare mia madre a casa sua e metterle una badante per 24 ore e anche con il mio aiuto andare avanti o seguire mio fratello che la vorrebbe mettere in una casa di cura a lunga degenza. Volevo precisare che parlando con il fisioterapista mi ha detto che per quanto riguarda il camminare potrebbe recuperare di più se mia madre si concentrasse di più e non penserebbe ad altre cose (ma questa è sempre stata una sua caratteristica anche perchè è una persona che dalle situazioni pensa sempre al peggio)
Scusami se ti ho importunato ma non so proprio decidermi.
Grazie ancora per aver creato questa opportunità per noi familiari
Patrizia

Cara Giovanna,

Il passo "falciante" e braccio "elastico" sono evidenti segni della comparsa di ipertono, che è una delle complicanza dell'ictus quando non viene centrato il reale problema, infatti questi segni sono il modo che il nostro organismo ha di permetterci comunque il movimento anche quando i processi cognitivi hanno subito una alterazione come quella conseguente ad una emorragia cerebrale, anche dopo quattro anni vedrai che se a Massimiliano vengono offerte delle proposte riabilitative adatte potrà migliorare la qualità del suo cammino e della condizione dell'arto superiore, mi auguro che i successivi articoli rinforzino ancora di più l'intuizione che hai già avuto iscrivendoti alla newsletter cioè quella di intraprendere un percorso Neurocognitivo

A presto

Cara Eva,

Sono passati pochi pochi giorni dall'incidente di tua sorella, vedrai che se intraprenderete le decisioni corrette, potrà giovare del miglior recupero a sua disposizione, il problema della riabilitazione non di ordine pubblico o privato, ma di necessità tempistiche infatti spesso si tende ad affrettare troppo i tempi cercando di ottenere un recupero di quantità e non di qualità,

vicino Treviso c'è Villa Miari in provincia di Santorso.

A presto

Per il ragazzo di Salerno,

Se la riabilitazione che stai effettuando in casa è Riabilitazione Neurocognitiva, è quanto di meglio puoi fare per organizzare al meglio il tuo movimento e quindi limitare le problematiche secondarie che investono la colonna, parlane con il collega ed offrirgli tutti gli strumenti per permettergli di aiutarti ad ottenere il miglior recupero.

A presto

Cara Patrizia,

La decisione non è facile e ci sono numerose considerazioni da fare,
La gestione in casa del proprio caro non è semplice ed è dispendiosa, hai fatto infatti l'esempio della badante e della fisioterapia, ma chiaramente il calore di casa e della famiglia puó giovare al recupero e all'animo di tua mamma che hai detto pensa in negativo, se il ritorno in casa è organizzato per giunta per far migliorare le condizioni di tua mamma tanto meglio.

Riconosco che questo non sempre è possibile e bisogna valutare tanti fattori che conosci solo te e i tuoi familiari e sui quali non posso pronunciarmi.

Tua Mamma ha una emiplegia sinistra e il 1° Ottobre 2011 sarà disponibile la Video Guida riabilitazione ictus in famiglia, recupero emiplegia sinistra dove troverai certamente numerosi contributi e supporti per organizzare al meglio le idee e gestire la situazione in casa.

Ti lascio il link
Www.riabilitazione-ictus-cerebrale.it

A presto

Ciao Doc,non è necessario incontrarci per ricambiare il "Tu",mi permetto di dartelo virtualmente.
comunque,so cos'è un ischemia,so quali potrebbero essere le cause più comuni e quelle meno comuni,conosco anche la differenza tra ictus e ischemia.
Nel caso di mio padre (avvenuto circa 7 ore fa) non sono ancora certo che si tratti di un Attacco ischemico transitorio,o di ictus ischemico..Quello che mi interessa sapere,è se c'è un alto o basso rischio di morire.
Non mi va di perdere un padre a 19 anni.

Credo che adesso TUTTE le energie vadano indirizzate per far ritornare tuo padre come prima, a 19 anni sarai invece importantissimo per il recupero di tuo papà, ciao

caro Dottore. mio fratello ha avuto un'ischemia sulla parte frontale destra,ha 45 anni ed è diabetico e fumatore.Non muove la mano e la gamba sinistra enon parla.Dopo 15 giorni di ospedale è stato mandato in riabilitazione ma le cose no sono ancora cambiate.Cosa ne pensa ?Sono molto preoccupata.La prego mi risponda...

Ciao, mio padre 66 enne è stato colpito il 26/08 da un ictus emorragico sx, oggi riesce a camminare con il bastone e la mano la chiude e tende a girarla vs. il petto e poi finisce con il palmo della mano che guarda vs. l'alto, il tatto della mano come quella del piede è assente, sente del gran formicolio e scariche inoltre fa ancora fatica a capire se gli tocco la gamba in quale punto preciso lo sto toccando. Forse stanno sbagliando terapia o è ancora troppo presto? il formicolio quando gli tocco la mano o il piede e positivo?
grazie mille. Sofia.

Per la sorella del signore di 45 anni:

dopo i primi giorni dall'ischemia alla parte destra del cervello è molto frequente che si manifesti una paralisi apparentemente totale del lato sinistro del corpo, nelle settimane successive inizieranno a comparire i primi movimenti, che saranno i più semplici e spesso anche quelli riflessi e con un buon lavoro nessuno ci vieta di pensare che possa avere un buon recupero. In questo frangente è FONDAMENTALE non eseguire una riabilitazione scorretta composta da rinforzo muscolare o altre tecniche riflesse, perché potrebbero accentuare questi primi movimenti di natura riflessa che stanno per comparire. Ricordati che l'ischemia di tuo fratello ha danneggiato il cervello pertanto la riabilitazione deve coinvolgere i processi mentali che permettono il movimento, anche se riesce più facile pensare che il problema sia a carico dei muscoli.

A presto

Cara Sofia,

Devo dire che quello che scrivi mi dimostra che sei ben orientata verso il problema di tuo papà, infatti mi parli di tatto della mano e della sua fatica a capire il contatto sulla sua gamba, hai capito quindi che il problema di movimento di tuo padre dipende sopratutto dalle sue capacità di percepire il suo corpo, in definitiva se non sento la mia mano, come posso manipolare un oggetto? Detto questo sei in grado di comprendere se la riabilitazione che sta eseguendo tuo papà è corretta: negli esercizi che esegue, il terapista cerca di migliorare la sua sensibilità con esercizi ad occhi chiusi dove c'è la richiesta di riconoscere diversi oggetti al contatto? o la posizione dei suoi arti nello spazio? Questo tipo di lavoro dopo un ictus è il più indicato. Inoltre l'atteggiamento del braccio che mi racconti è abbastanza tipico per un lavoro riabilitativo che ha richiesto molti sforzi infatti, il braccio subito dopo il 26/08 non era piegato e pronato, ci è diventato con il tempo quindi è insorta quella che viene chiamata spasticità, che chiaramente non gioca a favore ai fini del recupero di qualità e che è lo specchio delle sue difficoltà cognitive. A presto

salve dottore, mia mamma (65) è stata colpita il 19 gennaio corrente mese da un ictus ischemico, per un totale di 7 millimetri sul cervello, purtroppo il medico, se ne accorto dopo 5 ore faccendole fare la fila sottovalutando la questione, per poi farla trasportare dal 118. Dpo la prima Tac negativa la seconda 2 giorni dopo si e' presentata positiva con le misure e danni sopra riportati. E' stata dimessa il 24 di questo mese, comprende e pensa con molta velocità,riporta la parte dx del muso un po lenta faccendola parlare con un po' di difficoltà ma abbastanza comprensibile, il braccio si muove fino al polso e la mano destra risponde alle sensazioni pero' rimane in un posizione flacida no permettendole la chiusura o il movimento delle dita, invece la gamba viene mossa normalmente ma manca la sicurezza nell'appogio, la pressione arteriosa spesso Volerntieri sepur ausiliata da farmaci la sera arriva a 160/90. Secondo Lei:
- è dipeso qualche cosa il tempo di attesa in cinque ore nell'ambulatorio medico;
- la pressione che a volte arriva a 160/90 puo' essere normale dopo l'evento sepur ingerendo la famosa pastiglia e cosa occorrerebbe fare in questo caso, per evitarne la livitazione;
- il recupero della mano visto la sua situazione, possiamo essere ottimisti, e se si quanto tempo dovremmo aspettare?;
- le camminate medie, possono aiutarla, odeve caminare ben poco?
- c'è qualche alimento/sotanza che, possa aiutarla nella ripresa e riparazione neurologica;
- che tipo di alimentazione dovrà seguire?
- secondo Lei è stata dimessa troppo infretta;
Sicuro in un suo intervento, volevo invitarla a trattare la questione delle STAMINALI, anche perchè se ne sente parlare in poche occasioni, e comunque Vorrei sapere il suo pensiero in questi casi, che sono uno degli eventi(a parer mio trascurati dalla medicina in generale sia per le cure farmacologiche/staminiche che terapeutiche).
La saluto, e la ringrazio a nome di tutti quelli che, possano prendere conforto e sicurezza dalle sue parole.

Rispondo alle tue domande sulla riabilitazione:
sono passati pochi giorni (2 settimane) è abbastanza normale che la mano sia "flaccida", infatti nelle prime settimane dopo l'ictus, l'organismo vive una situazione di shock, poi inizieranno i primi movimenti. Hai fatto bene a prendere informazioni già dai primi giorni, infatti questi sono i momenti delicati dove è importante incidere sul reale problema dell'ictus e non sui muscoli. Infatti un trattamento scorretto ed inadeguato potrebbe causare la comparsa di spasticità.

Grazie per il suggerimento delle staminali, scriverò un articolo che leggerai in questa newsletter, nel frattempo ti posso dire che le cellule staminali impiantate, per sopravvivere hanno bisogno di essere stimolate attraverso l'attivazione delle aree in cui sono state destinate. Quel tipo di attivazione è possibile attraverso una riabilitazione che coinvolga i processi cognitivi ed attivi le aree cerebrale in modo sistematico. Pertanto le cellule staminali in futuro saranno sicuramente un aiuto al recupero, ma alla base c'è sempre la necessità di offrire una riabilitazione neurocognitiva a chi ha subito un ictus.

A presto

salve dottore,approfitto anch'io della sua disponibilità per raccontarle di mia madre.sembrava avesse una banale tosse secca invece era scompenso cardiaco.20g di ospedale e grazie a dio e a voi medici,ho potuto riportarla a casa guarita.ora stà bene cammina,pian piano fa qualche esercizio fisico,ha ripreso a fare le sue piccole cose.capita adesso pero che di sera va in confusione mentale,non sempre,non riconosce gli ambienti di casa,la vedo preoccupata e spaventata quando le spiego dove ci troviamo.per fortuna vive con me.ha 86anni.la mia domanda è questa,l'insufficenza respiratoria data dallo scompenso,può aver danneggiato il cervello?grazie fin da ora per la sua attenzione e complimenti.

cara Ginevra, questo lo devi chiedere ai medici che seguono tua madre, sapranno loro se approfondire con accertamenti, mi occupo esclusivamente di riabilitazione, in bocca al lupo.

grazie dottore.
volevo dire che mio padre ha subito un emorragia cerebrale del lato sinistro una settimana fá.ha un emiplegia destra ma puo parlare e ricorda bene le cose.adesso sta facendo piccoli movimenti degli artii, si apogia su una specie di carrozina e muove con l´aiuto degli altri.dopo che fa questo si sente troppo debole e perde la voglia di farsi bene.
forse e troppo presto a muovere alzato?anche un altra cosa;
si puo ripetere questa situazione dopo qualche tempo perche lui é una persona molto emotivo.
cordiali saluti

é passata una settimana dall'emorragia cerebrale di tuo padre e ci sono degli aspetti che mi fanno ben sperare su una sua evoluzione positiva:

pur essendo colpito l'emisfero sinistro del cervello non sembra presentare disturbi del linguaggio ( a meno che non sia mancino)

presenta già movimenti degli arti " che ci sia debolezza, ritengo sia plausibile ad una settimana dall'ictus"

Questi sono i casi che se si lavora in modo adeguato possono dare grandi recuperi. mi raccomando

in bocca al lupo per il recupero

Caro dottore, mio marito 7 gg fa si alzò improvvisamente con la gamba sinistra e la mano addormentata e non seppe spiegarsi il perchè. Il giorno prima accusava un peso alla testa e stanchezza. Avevamo pensato al caldo eccessivo e allo stress che ha subito a seguito lavori di ristrutturazione in casa, in quanto lui da solo ha dipinto le pareti di casa e spostato mobili pesanti, perdendo molti liquidi. Ma il giorno dopo decise di andare al pronto soccorso e lo ricoverarono per sospetto ictus, nonostante non avesse avuto danni labiali. Era tutto normale, tranne la pesantezza della gamba e della mano sinistra. Non ha mai avuto picchi di glicemia, colesterolo e pressione arteriosa alta. Tutto nella regola anche durante la degenza in ospedale (7gg).La TAC ha rilevato solo delle placche alla carotide in quanto fumatore, da tenere in cura attraverso la cardioaspirina e non operabili. Siamo in attesa della risonanza magnetica non ancora effettuata, in quanti i tempi sono lunghi. Con la gamba ha ripreso a camminare con più disinvoltura, ma vorrei sapere la tecnica da effettuare a casa per continuare a esercitare la deambulazione a domicilio. Grazie per l'attenzione!

Cara Tonia, anche se si fosse trattato di un attacco ischemico transitorio che ha lasciato dei piccoli esiti, direi che la riabilitazione più adatta in ogni modo sia La riabilitazione neurocognitiva che permette un buon insegnamento del passo.in bocca al lupo per il recupero di tuo marito!

Caro dottore io ho una nipotina 17enne che ha settembre le hanno diagnosticato una rarissima Mav attaccata al cervelletto da allora ha subito4 operazioni via endoscopica di embolizzazione, l'ultima a maggio che le ha notevolmente ridotto la mav peccato che l'abbia riportata indietro nei progressi che aveva ottenuto dopo la 1 operazione a livello fisioterapico, lei non sente la guancia sinistra e non chiude del tutto e non muove l'occhio, mentre la gamba ed il braccio destro non ha sensibilita' e quindi fa molta fatica a camminare. So che i suoi dvd riguardano una fisioterapia specifica postictus inerenti alla parte sinistra, mi puo' pero' aiutare consigliandomi la fisioterapia migliore x lei? Un esercizio x riuscire a muovere e tornare a parlare ed esprimersi col viso! Nella speranza di un consiglio e di una sua conseguente risposta la ringrazio tanto, laura

Cara Laura, per la riabilitazione motoria intanto orientati su quella neurocognitiva, ma per essere più preciso dovrei conoscere meglio la situazione, chiama pure lo studio 0666018356, ti daranno il mio numero. A presto

salve dottore, vorrei sapere se lei è completamente orientato all'uso del metodo perfetti, escludendo tutti gli altri approcci ,come il BOBATH. Lei mi dice di non considerare prioritarie le disfunsioni muscolari e di partire dalla riorganizzazione cognitiva superiore...
ma se io sono con un ictato di 8 settimane che ha ancora il suo bello schema di triplice flessione spastista all'arto superiore con una mano retratta e forza muscolare pari a 0 in ogni distretto... come mi approccio? Come intervengo con il metodo Perfetti??
perchè sarebbe controindicato l'uso di un tutore palmare statico che gli garantisca per un pò l'apertura della mano?
GRAZIE , MICHELE

Caro Michele,
il palmare statico ti garantisce che la mano sia aperta meccanicamente, ma non che sia priva di ipertono. Il fenomeno che che sta alla base della tensione muscolare prende il nome di reazione abnorme allo stiramento ed è un fenomeno naturale reso appunto abnorme dalla lesione cerebrale e dalla mancanza del controllo centrale su di esso.
Qualsiasi attività diretta ai muscoli e non sul ripristino di tale controllo centrale non può che risultare parziale, transitoria e fallimentare. Il Metodo Perfetti con i suoi esercizi mira proprio alla riattivazione dei processi cognitivi che permettono il controllo del movimento, anche in una situazione grave come quella della triplice flessione dell'arto. Nelle prossime email della newsletter ci saranno dei contenuti più specifici su tale problema.

A presto

Ciao Valerio, mi chiamo Leonardo Mazzetti ti scrivo da Firenze
il 22 gennio alle 08,00 mia mamma (72 anni) è stata trovata da mio babbo dopo essere stata colta da ictus con emoragia (l'ictus l'ha colpita dopo la mezzanotte ma non si sa quando di preciso). Mia mamma vive da sola, per sua volontà (ha un carattere molto forte ed eccentrico), e purtroppo non era possibile accorgerci del dramma. Ha sempre sofferto di ipertensione (al momento di grado 3ESH) con valori anche superiori ai 190/100, ma apparentemente resistente a tutti i farmaci. L'ultima visita dal suo specialista è avvenuta il 14/01/2013 (rilevando una pericolosa fibrillazione atriale ad alto rischio cardioembolico) e le ha prescritto bolpresid 32/12.5 al mattino, coumadin al pomeriggio e lobinov alla sera. In seguito al prelievo del 15/01/2013 eseguito per il dosaggio del coumadin, la dott.ssa prescrisse di iniziare il coumadin il 20/01/2013 con una cpr e di fare anche una iniezione di seleparina. Il 22/01/2013 l'ictus con emoragia, come faccio a non credere che la terapria si stata sbagliata? Il danno ha coinvolto quasi tutto l'emisfero sinistro (non sto a dirti il suo stato attuale, anche se è cosciente ma afasica e non collaborativa) ma la dott.sa di medicina (reparto dove si trova ora) mi ha detto che è così grave (il danno è così grave) da non poter recuperare più niente forse nemmeno la deglutizione ed è a rischio vitale. Io in questi giorni la stimolo mentalmente in tutti i modo le parlo, gli leggo le sue riviste, un libro che mi ha regalto per Natale, ho portato un cappello carnevalesco da pagliaccio, ma lei cosa percepisce, riconosce, ricorda? Ho visto i suoi video e credo di fare bene. Mi è stata prospettata la lunga degenza ma vorrei fosse una struttura riabilitativa e non di sola degenza (sarà decisa in funzione della sua futura capacità di collborazione valutata dal fisioterapista), addirittura mi è già stato parlato di RSA. Pensi che i tuoi video per la riabilitazione possano essermi utili quando sarà nella struttura di lunga degenza? Hai qualche consiglio da darmi? Ti ringrazio per l'attenzione e per il tuo impegno nell'aiutare le persone colpite da questo tremendo dramma. Leonardo

Ciao Valerio, mi chiamo Mauro, ti scrivo da Reggio Emilia.
il 2 gennaio 2013 mia madre all'età di 88 anni ha avuto un' ischemia cerebrale in seguito ad un ictus dell'ottobre 2011 dove si era completamente ripresa e dal quale non erano rimasti alcun deficit di memoria o a livello muscolare. E' stata sottoposta a trattamento fibrinolitico, la tac effettuata in seguito al ricovero in ospedale immediato ha riscontrato una tenue iperdensità ub cirrispondenza del terzo distale-apice dell'a. basilare come per possibile segno di trombosi iperacuta.
La tac effettuata successivamente ha evidenziato il seguente esito: area di alterato segnale allo studio in modalità diffusione in corrispondenza della convessità emisferica cerebellare inferiore dx e più evidente ed estesa area di alterato segnale caratterizzata da restrizione della diffusione a sede mesencefalica cn coinvoligimento sia del peduncolo che della regione mediana e parameridia a sinistra, concomita alterazione di segnale talamica anteriore omolaterale. Dopo 30 gg è stata dimessa dal reparto stroke unit dove, prima di dimetterla le hanno inserito la peg per alimentarla, e in seguito è stata ricoverata in lungodegenza presso un ospedale competente. Ad oggi trascorsi 60 gg dal trauma la mamma non presenta miglioramenti, non parla, non vede, non sente e poche volte riesce a stringere la mano o a muovere una gamba. Noi figli cerchiamo di stimolarla il più possibile parlandole e facendola ascoltare della musica ma senza aver nessun riscotro..o almeno così sembra a noi. Noi ci sentiamo di lasciarla da sola nemmeno se in ospedale. Nella struttura non è prevista per lei alcuna riabilitazione mentale o fisica...è corretto?! dobbiamo affidarci a loro o esite una strada alternativa? tra 10 gg verrà dimessa e ci hanno consigliato di metterla in una struttura RSA a pagamento, le cose cambieranno? Dobbiamo avere delle speranze? grazie per il tuo aiuto qualsiasi sia la tua risposta.
Ciao Mauro

Caro Leonardo, sono passati 2 mesi pertanto adesso la situazione deve essere cambiata, in quel momento se si era parlato di RSA era perchè probabilmente la situazione di tua madre appariva complessa da affrontare con la riabilitazione, personalmente ritengo che se una situazione è complessa, a maggior ragione va affrontata con la riabilitazione e non dirottata in una lungo degenza senza prospettive di recupero. Se è stato confermato il ricovero in RSA ed hai la possibilità di offrire a tua madre almeno una ora al giorno potresti imparare gli esercizi di riabilitazione neurocognitiva ed eseguirli tu stesso o insieme ad un altro familiare. Stessa cosa tuttavia se invece è stata destinata ad un centro di riabilitazione in quanto è raro che le propongano la riabilitazione neurocognitiva. A presto

Caro Mauro, anche nel tuo caso come quello di Leonardo se il risultato è stato tale da indirizzare tua madre vi consiglio per gestire da voi la situazione. Tuttavia la lesione che mi hai descritto è più particolare perchè coinvolge il cervelletto, mentre le Video Guide sono particolarmente rivolte alle lesioni degli emisferi cerebrali. In questo caso è meglio sentirci a voce direttamente in modo che mi possa chiarire la situazione. 0666018356

Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

Mio papa ha avuto una emorragia cerebrale circa 20 gg fa , le tac vanno bene e dicono i medici che si sta riassorbendo , ha fatto ogni gg piccoli passi nel riacquistare lucidita fino a giovefi scorso che era talmente lucido che mi ha commosso , da ieri invece e tornato a dire cose senza senso , e normale? La dottoressa mi ha detto che emorraggia si dovrebbe riassorbire in poco piu di 1 mese e quindi non capisco.....mi puo dare qualche spiegazione? Tony

Posta un commento

lascia un commento