Dopo un ictus fino a quando si può recuperare? Non c'è una data di scadenza


Comunemente in ospedale ed in clinica dopo un ictus siamo abituati a sentire che il nostro recupero sarà possibile entro massimo un anno. I più ristretti parlano di sei mesi, chi otto mesi, mentre i pochi più generosi si sbottonano per la possibilità di recuperare anche fino ad un anno e mezzo dopo l'ictus.  

A volte mi chiedo dove sia l'etichetta per vedere la data di scadenza del recupero del paziente emiplegico che porti ad essere così precisi sulla durata delle possibilità di recupero. 
La realtà è che non c'è alcuna etichetta e tanto meno nessuna data di scadenza, le risposte sulla durata del recupero che vanno sotto l'anno successivo all'ictus cerebrale hanno motivazioni precise di carattere biologico da una parte e dipendenti dalle esperienze medie di recupero dall'altra. 

" Se non recupera il movimento del braccio ed un buon cammino entro sei mesi dopo l'ictus, il paziente difficilmente li recupererà in futuro

Questa è la frase tipo che viene detta nei primi giorni dopo l'evento drammatico dell'ictus a pazienti e familiari che chiedono informazioni su quello che sarà lo sviluppo futuro del recupero. Ma questa stessa frase potrebbe essere trasformata in questo modo.

"Entro sei mesi in genere si manifesta quello che possiamo definire recupero spontaneo, cioè quello che si sarebbe ottenuto anche senza il nostro intervento. Quello che accade dopo, conoscendo le esperienze passate di recupero che si basano su quello che tradizionalmente si propone in riabilitazione non dovrebbe recuperare più di tanto

Cosa accade biologicamente nel primo anno dopo ictus? 

La natura del nostro organismo opera in perfetta armonia e logica per permetterci il miglior recupero. A tal proposito dopo un ictus orchestra i nostri processi fisiologici in modo davvero perfetto dividendo la convalescenza del primo anno circa in tre fasi: 


  • Fase inibitoria
  • Fase eccitatoria 
  • Fase di normoeccitabilità 


La durata di queste tre fasi è chiaramente indicativa e varia da paziente emiplegico a paziente emiplegico e dipende dal tipo di lesione e dal tipo di esperienze riabilitative proposte. 

Fase inibitoria 

In questa prima fase, che possiamo individuare nelle prime settimane in seguito all'ictus, avremo una condizione molto più grave del reale danno, infatti è frequente che il paziente emiplegico presenti una paresi della metà parte del corpo quasi totale. Questo perchè il nostro organismo subisce uno shock midollare in seguito all'ictus che mette a riposo la maggiorparte della trasmissione nervosa relativa alla metà parte del corpo opposta alla lesione. 
È come se l'organismo dicesse: " ho subito un grave danno, limito tutte le mie capacità motorie in quanto la regione del cervello colpita al momento non è in grado di gestire le informazioni scaturite dal movimento
In questa fase definita anche flaccida il paziente si trova a letto con possibiltà motorie ridottissime. La situazione appare difficile da recuperare ed il paziente si trova ancora in ospedale o nelle prime settimane della clinica di riabilitazione. 
Per maggiori approfondimenti sulle fasi post-ictus consiglio la lettura dell'articolo sulla diaschisi.

Fase eccitatoria 

In seguito l'organismo ci mette a disposizione gli strumenti biologici adatti per velocizzare il recupero, riaprendo alcuni circuiti nervosi inibiti in precedenza. 
Questa riattivazione segue delle regole ben precise, verranno riattivati i circuiti più semplici, dapprima quelli riflessi ed i movimenti più semplici per intenderci e lo fa aumentando la vivacità della conduzione nervosa. 
Questa è la fase dove il malato manifesta i primi cenni di ripresa e si iniziano ad intravedere i primi movimenti. 
La fase eccitatoria che dura circa 6-8 mesi è la più delicata, in quanto il recupero è più vivace, ma questa rapidità è valida anche al contrario. 
Intendo dire che il paziente emiplegico è sottoposto ad una riabilitazione diretta solo sui muscoli ed il rinforzo del cammino, allora i primi risvegli muscolari e dei riflessi si strutturano manifestando quella rigidità muscolare chiamata spasticità, limitando la possibilità di risvegliare i circuiti nervosi più complessi che fanno capo a movimenti di maggiore qualità. 
Qui il paziente si trova alla fine del ciclo di riabilitazione prevista in convenzione ed è diretto a casa, la grande percentuale avrà acquistato un modo di camminare incerto, spesso aiutato da un tutore al piede ed il movimento del braccio e della mano davvero povero e confuso dalla spasticità, in quanto le energie riabilitative sono state incentrate sull'autonomia del passo. 
È in questo periodo che il paziente prova alternative come botulino, stimolazione magnetica transcranica TMS e altre proposte tipo la robotica, senza però trarne sostanziale giovamento in quanto ancora una volta non viene indirizzato il lavoro sul reale problema: il cervello. 

Fase di normoeccitabilità 

È la fase in cui l'organismo dopo aver messo il turbo al recupero ritorna ad uno stato di normalità della conduzione nervosa. In genere a questo punto è passato circa un anno, e se la riabilitazione non è stata corretta il paziente si trova a fare i conti con un cammino squilibrato ed un braccio che fatica a muovere. Mentre una percentuale minore di pazienti ha giovato di un recupero spontaneo più favorevole nonostante la base di partenza sia stata simile a quella della fetta maggiore di pazienti che invece ad un anno hanno avuto un recupero minore. 

Che succede dopo un anno? 

Dopo un anno dall'ictus l'organismo è ancora pronto al miglioramento in quanto il recupero che deve avvenire a livello cerebrale godrà della plasticità del nostro sistema nervoso centrale che non ha date di scadenza. Il recupero è un processo di apprendimento che non ha limiti di età e limiti di tempo. 
È chiaro che prima si inizia a lavorare bene e maggiore sarà il potenziale recupero e lavorare dopo un anno in cui si sono strutturati degli effetti patologici a causa di una riabilitazione scorretta rende tutto più faticoso. Ci sono pazienti che hanno iniziato a migliorare anche dopo 10 anni, è ovvio che il recupero messo a disposizione dalla natura sarà diverso da quello che si può ottenere dopo i primi giorni dall'ictus o dopo il primo anno, ma è sempre possibile migliorare la situazione. Il caso più interessante è di una signora che ho visto dopo 22 anni dall'ictus e in diversi mesi ha migliorato la qualità del cammino in modo sostanziale e la capacità di muovere braccio e mano riducendo anche la spasticità. Purtroppo dopo lunghi anni di attività rivolte ai muscoli che hanno aumentato la spasticità, la signora presenta delle deformità alle dita che saranno difficili da curare, ma nel complesso dimostra che dopo un ictus non ci sono date scadenza. 
Qui trovi la nostra newsletter, dove ogni giorno circa 20 tra pazienti, familiari e professionisti si iscrivono per ricevere gratuitamente altri contenuti speciali sull'ictus cerebrale ed il suo recupero. Il primo report sarà "10 cose che devi sapere sull'ictus"

71 commenti:

Grazie, di cuore. Una mia stretta parente é stata appena colpita da ictus. Il suo articolo mi ha chiarito le idee.
Cordialità
Gianluca Tolu

Mi dispiace per la tua parente e ti ringrazio per le tue parole

salve mio padre e'stato colpito da ictus da 15 giorni è in rianimazione risponde ora si o no cn la testa se gli facciamo delle domande ma ancora nn apre gli occhi potrebbe spiegarmi il motivo grazie rosalba

Cara Rosalba, un ictus è un evento molto intenso per il nostro organismo e spesso è necessario un periodo iniziale in cui dobbiamo lottare per stabilizzare le condizioni cliniche e riprendere coscienza. a presto tienici aggiornati

cosa ne pensa diemiplegia sinistra in seguito a processo ischemico durante la nascita la ragazza ha 16 anni e gli esiti dovuti al mancato uso dell,arto superiore grazie

Penso che gli esiti siano del processo ischemico e che il mancato uso ne sia una conseguenza. Quando la lesione avviene alla nascita il ragionamento riabilitativo non si discosta di molto rispetto a quello per le lesioni in età adulta, perchè in entrambi i casi è necessario agire sulla plasticità del sistema nervoso centrale

la ringrazio molto per la risposta mia figlia ha fatto fin da piccolissima molto nuoto ora gli esiti negativo sono in maniera maggiore sul braccio sinistro mentre il piede va abbastanza bene noi genitori ci sentiamo però impotenti di fronte a ciò abbiamo deciso di provare con un ciclo di mobilizzazione ora però leggendo il suo blob posso trovarmi d,accordo con lei su quanto dice ma noi abitiamo in provincia di pisa e qua in zona non ho conoscenza di nessuno che lavori come dice lei anche se la ragazza e seguit in provincia di livorno in un noto istituto scentifico non ho avuto nessuna indicazione in proposito la ringrazio se potra aiutarmi

Se vuoi chiarirmi la situazione a voce puoi chiamare il mio centro 0666018356 loro ti daranno il mio contatto diretto. presto

Secondo lei è giusto che un paziente dopo tre mesi dall ictus venga dimesso da un centro di riabilitazione,anche se è ancora in condizioni tali da non permettergli di parlare, camminare e mangiare.Ci aiuti lei.

Cara Caterina, scusa il ritardo della risposta. Purtroppo non è giusto ce ne rendiamo conto, l'ictus è una patologia molto grave e pochi mesi che abbiamo a disposizione dal ssn non sono certo compatibili con i tempi che richiede il recupero. La riabilitazione dovrà continuare anche dopo il ricovero e spesso le famiglie sono lasciate sole. Dal canto nostro quello che facciamo e mettere la famiglia nella condizione di avere gli strumenti di lavoro tali per dare continuità al lavoro anche dopo il ricovero. Rimane chiaro che siamo daccordo che in taluni casi servirebbe una assistenza ospedaliera più duratura

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gentilissimo,
con 8 marzo sono trscorsi tre anni dal mio ictus tia ho 54 anni malgrado tutto il mio recupero e' stato quasi sufficiente faccio palestra l'unica cosa che purtroppo nn posso fare piu' e' stato il mio lavoro in quanto avevo bisogno di quella elasticita' e agilita' che nn ho piu' per fare il cameriere.si puo' riavere con le giuste cure elasticita' e agilita' che avevo prima per me e' fondamentale la sua opinione grazie.

Se il recupero ti ha portato in palestra significa che hai raggiunto un buon livello, spesso gli esiti dell'ictus portano anche a rigidità nei movimenti ed il rinforzo non sempre aiuta nell'elasticità. 3 anni non sono pochi, ma nemmeno definitivi nei confronti del recupero. certo che il cameriere non è semplice come attività e coordinazione, ma un passo alla volta perchè no

la ringrazio infinitamente della sua risposta ma io spesse volte mi domando che lavoro fare che ho sempre fatto il cameriere poss.che lo stato nn ci aiuta.guido,faccio palestra e poi per l'ictus nn riesco a lavorare proprio per il cordinamento....grazie ancora 54 anni mi sento un vecchio ma nn mi arrendo

buongiorno vorrei per favore un'informazione, mia mamma che ha 74 anni l'otto marzo è stata colpita da un ictus i medici dicono ictus secco, all'inizio sembrava avesse perso solo la parola tutto il resto funzionava normale,capiva tutto,ma a aggi dopo una settimana, mi sembra peggiorata nel senso che muove le mani molto lentamente fa fatica a deglutire e mi sembra che si molto meno presente,i medici non mi dicono niente,dicono che bisogna aspettare ma aspettare cosa? che peggiori? ma perche non gli fanno niente e la tengono li cosi? secondo lei mia mammma potra' recuperare? grazie Simonetta

il fatto è che è passata solo una settimana, adesso immagino i medici si stiano occupando della stabilizzazione della condizione clinica di mamma, per poi procedere con la riabilitazione dove inizierà il suo percorso di recupero

Dott. Sarmati buongiorno, volevo chiederle se mio fratello 45 anni colpito il 14 Gennaio del 2013 da encefalite settica potrà mai tornare a camminare.
Attualmente dopo diversi mesi di riabilitazione, riesce a deambulare solo con l'ausilio di un deambulatore e l'assistenza di una persona.
Manca totalmente di equlibrio ed è disartrico, è cerebellare.
Vorrei sapere cosa possiamo fare per aiutarlo a migliorare il recupero e se potrà mai tornare a camminare autonomamente.
Grazie e saluti
Achille



Dottore buongiorno.
ad ottobre mi hanno portato a pronto soccorso perchè stavo malissimo . Emorragia subracneide.Ho subito una cranioctmia e un embolizzazioni su due aneurismi. Io non ho danni evidenti. La psicologa del policlinico di Mi ha riscontrato danni memoria breve termine e .danni di concentrazione e attenzione. Io non so come spiegarle ma quello che ancora sento dopo 6 mesi sono l'assoluta assenza di sensibilità del lato sinistra del capo ma non solo a livello della cicatrice..mi sembra che il cervello sia stimolato in una morsa...non riesco a concentrarmi sul lavoro ..I tempi sono più lunghi per portare a termine le mie attività lavorative. In macchina, Guido solo per 2 o 3 km al massimo devo sforzarmi nel concentrarmi e mi rendi conto che a volte freno ma a rilento..come se la scena fosse rallentata. L' olfatto compromesso l..e sento sempre un maledetto sibilo alle orecchie. Tra due mesi devo rifare angio per sospetta iperplasia intimale con ristrezione del calibro. Sono molto stanca ..ho chiesto una riduzione di orario temporaneo sul lavoro perchè sono stanca. La cosa triste e vedere e sentire dalle persone commenti della serie.."stai bene" perchè hai chiesto un part- time ? Ecc ecc ecc.. non sono stata operata di appendicite...ma credo se lo siano dimenticati o proprio non hanno idea...quel problema alla testa passerà? Mi sembra che metà testa e cervello non esistano..ma non è possibile..me a volte ho delle fitte alla testa e ho tanta paura di morire e abbandonare mio figlio di 11 anni

Cara Mara, in assenza di danni motori potresti rivolgerti ad un neuropsicologo che si occupa dei disturbi cognitivi relativi all'attenzione e la memoria, prova ad informarti nella zona dove risiedi, buon lavoro

Dottore buonasera,
mia nonna, 74 anni, vitale e sempre in movimento é stata colpita da ictus ischemico al lato sx (non muove la parte di destra e non parla). Sono passate appena 24h e oggi ho visto che se le dicevo di stringermi la mano lei lo faceva e che si girava di fianco perché forse stava scomoda in quella posizione.
I medici non dicono nulla e le chiedono di uscire la lingua ma lei non ce la fa quindi non ci dicono altro.
Ci siamo accorti subito dell'ictus e subito é stata portata in ospedale ed entro le 3 ore le hanno anche fatto l'iniezione di elettrolisi (o trombolisi, mi scuso se nel linguaggio tecnico non riesco a esprimermi nel migliore dei modi). Dicono però che questa iniezione fa effetto entro un'ora o meglio che entro un'ora si vede qualcosa, cosa che per lei ieri non é stata.
Io sono convinto però che lei mi senta e oggi ho fatto il possibile per farle sentire che io ci sono. Secondo lei dopo 24 ore quello che già fa va bene? Cosa mi devo aspettare e quanto tempo devo stare in ansia per poter dire che intanto è sicuro fuori pericolo? Cosa mi consiglia di fare quando sto con lei? Come motivarla? Come essere di conforto e spronarla e farle capire che noi siamo li con lei sempre?
Grazie mille per questo sito e per il conforto che ci date in queste terribili ore. Grazie veramente

Caro Roberto, in questi casi è difficile sapere quanto nonna vi percepisca, ma personalmente ritengo sia importante farle sentire la vostra presenza, sono passati pochi giorni e tutto è ancora poco prevedibile, quindi dobbiamo incrociare le dita ed aspettare che le sue condizioni cliniche siano più stabili e dimostri maggiore risveglio, a presto

caro dottore mio padre ha avuto un ictus ischemico il 28 febbraio 2014 ad entrambi gli emisferi a causa delle carotidi ustruite vorrei chiederle se dopo 7/8 mesi ha ancora spasticità musculare al lato sinistro può recuperare ancora e se si potrebbe operare la ringrazio per la sua risposta

Caro Marco, nonostante si tratti di una situazione complessa che vede entrambi gli emisferi coinvolti, il cervello anche dopo 8 mesi ci da l'opportunità di poter essere modellato per ottenere il recupero, che chiaramente dipenderà dalla gravità della lesione e dall'intervento riabilitativo messo in atto. Per l'operazione, non essendo il mio campo non so dirti, ma dubito che la via chirurgica possa essere percorribile

Caro dottore,mio padre ha avuto un ictus 4 anni fa,e fermo al lato destro,e quando parla,Dio solo sa cosa dice. Lui capisce tutto quello che noi diciamo,ma lui ci risponde con : TUTTO TUTTO,O MAMMINA.... alcune volte gli escono parole e nomi,ma se chiediamo di ripetere,non lo sa piu. Abbiamo pensato che forse si poteva fare di piu,che lui non ha voglia...ma leggendo tra le sue risposte,forse non e proprio cosi.. se avesse avuto una riabilitazione migliore,poteva comunicare meglio? Oppure il danno e'cosi grave che non recuperera' mai piu? Grazie!

Cara Lucia, i "se" non portano mai a niente di produttivo, quattro anni non sono pochi, ma il cervello mantiene sempre le sue capacità plastiche per permetterci di migliorare la situazione, la lesione è di certo conta sulla qualità del recupero, ma proprio di fronte a lesioni gravi dobbiamo mettere in gioco maggiori competenze e risorse.

Buona sera Mio padre a avuto un ictus ischemico sabato ma nella tac non gli risulta e Il neurologo presume che non Si svegliera piu o se Si sveglia avra tanti danni ma se non vedono niente come fanno a presumere a me sembra che mi sente mi sa dire lei grazie a 80 anno Mio papa

Mi dispiace per quello che è successo a tuo padre. In stato di coma è sempre difficile fare una previsione sul risveglio. Mi occupo esclusivamente di riabilitazione e meno di aspetti clinici, per questo sono perplesso quanto te sull'assenza di evidenze dalla tac e la prognosi fatta. tienici aggiornati sull'evolversi

Buongiorno
Mio papà (76 anni) in data 03/11 ha avuto un ictus ischemico di sospetta origine cardioembolica. Alla tac l'area interessata era quasi l'intero emisfero destro fatta eccezione la parte posteriore e frontale. Trattato fino ad oggi con mannitolo per ridurre il vasto edema. Non ha mai perso coscienza.
Ad oggi ha
emiplegia lato sx
deviazione occhi vs dx
non riconosche la parte sx del corpo
Cataterizzato.

Dopo i primi giorni in stato soporoso via via è sempre piu' vigile e sveglio. Parla (ovviamente con qualche difficoltà) e comprende benissimo quello che gli si dice. Alimentazione ad oggi con sondino ma nei prossimi giorni iniziano ad alimentarlo normalmente perchè la deglutizione sembra permetterlo (deglutisce correttamente acqua gelificata).
Il fisioterapista rileva della sensibilità alla gamba mentre ad oggi il braccio sembra senza nessuna sensibilità.
A suo parere ci sono margini per recupero che lo aiuti nel poter arrangiarsi per quanto riguarda le necessità quotidiane?
Grazie
Diego

Diego è passato solo un mese, è tutto ancora da giocare, con un ottimo lavoro di recupero nessuno ci vieta di pensare di poter raggiungere quell'obiettivo.

Dottore buonasera,
mio padre, di 89 anni, è stato colpito da ictus lo scorso 18 novembre e la tac sembra escludere emorragie. Fino ad oggi, ossia dopo oltre 24 giorni, non ha riaperto ancora gli occhi (o almeno uno solo!) e sembra che nelle ultime settimane manifesti meno "segnali" di quelli fatti vedere nei primi giorni seguenti l'ictus. Ogni tanto dice qualche parola e muove abbastanza bene braccio e mano destra e discretamente le gambe. Il braccio sinistro, inizialmente fermo, adesso lo muove seppure con molta difficoltà. Secondo i medici dell'ospedale dove è ricoverato non c'è più niente da fare ("è perso" loro parole), ma io non mi do' per vinto e sto contattando un centro specializzato per assistenza e riabilitazione. Secondo lei esiste ancora la possibilità di un (anche minimo) recupero anche dopo tre settimane? E come procedere per il recupero se non riesce a collaborare? Faccio notare che Il quadro clinico nel complesso è buono, ossia non sono sorte complicazioni di tipo respiratorio e metabolico seppur viene alimentato mediante flebo. Grazie in anticipo
Giovanni

Caro Giovanni, non saprei quantificare le possibilità, ma se ci sono fai bene a tentare, se hai contato un centro specializzato per l'assistenza e la riabilitazione, sapranno come stimolarlo anche con scarsa collaborazione da parte di tuo padre.

gentile dott. Sarmati, mia mamma 88 anni ha avuto un ictus il 12 settembre è rimasta in ospedale 10 giorni da dove l'anno dimessa dicendo che si è "stabilizzata" le premetto che non parla, non mangia e , per adesso sembra essere (dopo tre mesi) nella fase che lei chiama "spasticità". il lato infermo è il sx ma muove la gamba e nella mano, fino ad ora ferma totalmente, da qualche giorno ho notato dei movimenti sicuramente non volontari. L'ho portata a casa dove ho l'assistenza di un infermiere perchè ha pure le piaghe da decupido. La nutro attraverso la peg e la seguo con le medicine e quant'altro. Sembra che non abbia voglia di riprendersi. I medici non mi hanno spiegato il reale danno del cervello(o forse non ho saputo capire). Mi dica..a quell'età potrebbe recuperare? sembra in buono stato di salute per adesso.
La saluto cordialmente Maria

Nell'articolo ho scritto che non c'è una data di scadenza nel recupero, preciso anche che non ritengo ci sia una data di scadenza nelle persone, chiaramente quando siamo notevolmente anziani, abbiamo meno forza di lottare ( non sempre ci sono vecchietti con grinta da vendere), la neurogenesi è più lenta e la condizione fisica generale è più debole. Tuttavia il significato di "recuperare" è migliorare, quindi migliorare significa ottenere piccoli successi per poi procedere con i successivi. dobbiamo ragionare per tappe.

Dott. Sarmati buona sera o buon giorno dipende da quando leggerà questo messaggio , vorrei porle una domanda mio padre ha 63 anni ed è stato colpito da un ictus , alla parte sinistra quindi attualmente è afasico e ha una paresi alla parte destra , i medici dicono che ha subito un danno molto importante , la domanda è per un uomo di 63 anni l'età puo contare su un recupero migliore o comunque bisogna avere pazienza e sorride dei piccolissimo progressi che mio padre potrà fare ?

quindi vuoi dire che l'età è buona, 63 è una buona età. Tra l'altro l'età non è un parametro che ritengo valido per fare una previsione del recupero, ci sono molti giovani che in seguito alla lesione sviluppano una spasticità severa proprio a causa della vivacità nervosa legata alla giovane età, quindi procedete con la riabilitazione, con il recupero e si, godetevi i piccoli ed i grandi miglioramenti

gentile dottore
mia madre,83 anni,, il 4 febbraio scorso ha avuto un colpetto, che per noi vuol dire tutto e niente..prima si parlava di TIA, poi di ischemia permanente, poi ancora di embolo...hanno fatto tanti esami afie, ma a occhio nudo non si vede traccia di alcun danno..ne gli esami del sangue hanno rilevato deficit , mia madre infatti al momento di quel piccolo colpetto si sentiva solo strana a suo dire, infatti non ha mai perso conoscenza, i suoi discorsi erano perfetti come si puo' essere alla sua età,con qualche ricordo in meno e confusione,ma questo c'è l'aveva da tempo, l'unica cosa che il colpetto gli ha paralizzato la parte destra ,praticamente la mano e' inerte ,nei primi giorni ero' si vedeva che si muoveva, adesso non riesce, le gambe e la schiena invece li muove, tre dita del piede sono un tantino deformate, ma questo e' pechè ha l'artrosi, anche prima non poteva muoversi se non con dolore..gli cadevano le cose..
e ultimamente aveva dei forti dolori alle spalle e al costato, ma noi l'imputavamo ad una caduta dal letto,uno scivolamento capitato qualche settimana prima,
ripeto quindi, la gamba e' viva, solo che e' debolissima tanto da non reggersi, la mano decade, senza forza, mi chiedo, se e quanto puo' recuperare una donna di 83 anni..con una fibrillazione, appena stabilizzata, una pressione che sale e scende
i dottori ci dicono che la gamba potrebbe recuperare,ma la mano destra e' difficile
questo ci e' stato anche 22 anni fa,quando mia madre rimase a letto per una grave ernia, l'ortopedico gli disse che mai avrebbe camminato, e lei dopo delle sedute di riabilitazione in un centro del reggino , riprese a farlo, a continaue la sua vita normale..certo era giovane, ma adesso?
Adesso vogliono dargli gli anticoagulanti..i farmaci di nuova generazione naturalmente dopo aver visionato la risonanza magnetica, ma mia amdre e' in grado di sopportare gli anticoagulanti ,potrebbe avere delle ripercussioni dopo l'assunzione di tali medicinali..ci hanno detto he portano sanguinamenti..
ho molto paura, e non so che pensare..mi puo' dire che cosa potrebbe essere successo..lei non e' svenuta,si e' sentita strana, aveva il braccio penzoloni, e' stata colpita alla parte destra del corpo,ma ilc ervello e' sano...
grazie dottore
antonia

Cara Antonia,
a volte anche con un attacco ischemico transitorio senza lesione del tessuto cerebrale il nostro organismo rimane sotto schock per qualche settimana ed a volte mesi, ritengo fondamentale a questo punto proprio come avete fatto 22 anni fa per il problema ortopedico, eseguire la riabilitazione, velocizzerà il suo processo di recupero, questa volta essendo un problema cerebrale anche la riabilitazione deve essere adeguata. Per quanto riguarda i farmaci il problema della fibrillazione è al primo posto, quindi pur non essendo un clinico, sono sicuro che i medici terranno conto del valore della coagulazione del sangue quando vi prescriveranno i medicinali.

Buonasera, mio padre ha avuto un ematoma celebrale molto vasto 9 gg fa, ora si trova in rianimazione perchè non riusciva più a respirare in modo autonomo, l'ematoma si trova nella parte sinistra si sono assorbiti altri grumi di sangue grazie al mannitolo ma il più grosso (circa un pompelmo) non ha ancora accennato a riassorbirsi, lui passa da momenti più vivaci a momenti più stanchi, apre gli occhi e muove tutto il corpo anche se la parte destra ne ha notevolmente risentito, i medici ancora non capiscano quanto sia presente mentalmente, hanno provato a togliergli l'intubazione ma non riesce da solo quindi aspettano ancora e se non riesce pensano a una tracheo, non è mai entrato in coma fortunatamente, secondo lei quando si potrebbe vedere un riassorbimento? e quando potremmo considerarlo fuori pericolo?
grazie mille

Carissimo dott Sarmati mia mamma ha 72 e il mese di novembre 2014 e stata colpita da in ictus portando il lato sx in paresi. Oggi dopo sei mesi i passi da giganti ne ha fatti tanti il braccio lo muove ovviamente non proprio come prima ma va bene. Quello che noto e che quando la metto in piedi mantenendola difronte a me a volte mi cammina diritta e molte volte i piedi sono completamente tutti storti. Lei fa riabilitazione da 5 mesi a domicilio però quello che noto e che ancora fa molta fatica a reggersi in piedi e normale questo miglioramento così lento quasi da formica? Un ultima cosa è mi scuso di tutte queste domande l ultima tac e stata fatta a gennaio 2015 dove non è uscito x fortuna niente di quello che sapevamo già quando ritiene necessario un altra tac di controllo???

Per il figlio del signore con ematoma cerebrale, difficile fare previsioni di tempo, quello che sappiamo è che dobbiamo piano piano giungere ad un livello di coscienza sufficiente per cominciare a vederlo partecipare anche minimamente alla riabilitazione, meglio se neurocognitiva chiaramente


Per il figlio/a della signora di 72 anni, evidentemente la lesione ha compromesso di più il cammino e la sua capacità di organizzare le sensazioni del corpo in modo da costruire un movimento efficace, i miglioramenti raramente sono esplosivi dopo un ictus ma assicurati che la fisio che fa in casa coinvolga anche gli aspetti della percezione

Caro Dr Sarmati,
circa un mese fa mio nonno (83 anni) è stato colpito da ischemia cerebrale mentre guidava l'auto (per fortuna era fermo), gli è stato effettuato il trattamento dopo 3 ore e adesso ha la parte dx del corpo bloccata. Piano piano sta recuperando la parola (ora si capisce quasi tutto ciò che dice) e inoltre è molto presente con la testa (si ricorda e riconosce tutto), tuttavia vede solo dall'occhio sinistro. Siccome i medici hanno detto che l'ictus è stato abbastanza violento, secondo Lei è possibile che venga recuperato il movimento della parte destra del corpo? In media quanto tempo richiede il recupero del movimento degli arti? Che genere di riabilitazione secondo il Suo parere dovrebbe essere effettuata?
La ringrazio in anticipo anche per questo suo utilissimo portale
John

Caro John è buon segno che ci siano stati fin da subito progressi per il linguaggio. Come avrai avuto modo di leggere la riabilitazione che ritengo efficace per il recupero del movimento in seguito ad ictus è quella riabilitazione neurocognitiva, il tempo e la qualità del recupero dipenderà anche dal tipo di riabilitazione quindi è difficile fare delle stime di tempo. Buon Lavoro

Caro Dott.Sarmati,pur essendo passati cinque anni dall'evento,conyinuo a dare oiccoli passi con la fisioterapia,assistita e non.

Se ictus secco,solo poche difficile per parole da ricordare
Posso iniziare a lavorare fra 10 gg
Non mi sento difficoltà
Pressione ok e cuore ok

Caro Benito, grazie per la preziosa conferma

Paziente in ferie, bene mi sembra che l'evoluzione sia stata piuttosto favorevole

Salve, mi chiamo Laura e sono la mamma di una bambina con emiparesi destra; mia figlia é gravemente cardiopatica e dopo il primo intervento a soli 14 giorni di vita , ha avuto delle convulsioni su tutto il lato sx..a sei mesi di vita, dopo un secondo intervento sempre al cuore, ho notato questa emiparesi..oggi fa terapia in in centro, attraverso il gioco le fanno muovere gli arti dx ( io non posso essere presente..perche????) ma ultimamente la bambina si rifiuta di andare, ha un carattere molto forte, si" punta" sulle cose.. Una fatica farla ragionate a volte..anche se quando si calma poi capisce..é davvero difficile e massacrante x me. La terapusta dice che questa patologia ha come conseguenza questo aspetto del carattere é vero? ha 2 anni e mezzo ed é testardissima; ora ha deciso di non usare la mano dx e urla e piange disperata quando glielo facciamo fare... Guarirà mai?

Buonasera. Mi chiamo Enrico...mio padre e stato colpito da ictus sabato...purtroppo nn ci ha avvertito subito xche pensava fosse stanco perché credeva di avere l'influenza. È andato in ospedale solo@il lunedi mattina su consiglio del medico di base...gli hanno fatto tt i controlli confermando l'ictus che sembra di lieve entità..gli hsnno prescritto dei farmaci ed altri esami da fare urgenti rimandandolo a casa..ha una paresi al viso e debolezza al braccio e un po in generale...purtroppo abbiamo sempre paura che ci sia una ricaduta ...e' normale questa debolezza.?..come dobbiamo comportarci..?..mi sembra che la sera si indebolisca di piu...

Cara Laura, mi dispiace per quello che è successo alla tua piccola, non vedrei la responsabilità nel carattere di tua figlia, questo è uno degli obiettivi del terapista entrare in rapporto con il paziente, ognuno ha la sua chiave, magari prova con un altro terapista che si occupa di riabilitazione neurocognitiva per l'età evolutiva

Per Enrico, oltre a portare avanti tutte le cure per la prevenzione ci deve essere anche la riabilitazione per aiutarlo a recuperare

Salve, mi chiamo Gianluigi. Mia mamma (già affetta da demenza in stato intermedio) ha subito 10 giorni fa un ictus emorragico piuttosto esteso che comunque, stando alle successive tac è in fase di riassorbimento. Il problema è che ad oggi il suo stato appare vegetativo, apre gli occhi, muove braccia a gamba destra (sembra approcciare anche movimenti al braccio sinistro che invece nei primi giorni non muoveva), ma sembra assente, respira autonomamente ma presenta una certa aritmia cardiaca e la pressione è un pò alta. E' appena stata trasferita dalla rianimazione al reparto neurologico dell'ospedale. I dottori sono pessimisti e a loro giudizio non possiamo aspettarci progressi, ma solo peggioramenti. A me questa affermazione, pur avendo coscienza della gravità dell'evento e delle condizioni antecedenti di mia mamma, non convince: possibile che a distanza di soli 10 giorni si possano fare affermazioni così drastiche? Grazie per la risposta

Caro Gianluigi, mi dispiace per quello che è successo a tua madre. Si è molto difficile essere precisi sia in positivo che in negativo, ma è prassi comune da parte dei professionisti preparare sempre al peggio i familiari. Dalla nostra parte abbiamo il fatto che spesso le previsioni vengono disattese e ci sono dei miglioramenti, ma adesso essendo all0inizio dobbiamo incrociare le dita e aspettare che le condizioni cliniche di mamma si stabilizzino

Salve dottore,sono Cinzia, mia nonna che ha 85 anni e' stata colpita 10 giorni fa da un'ischemia con piccola emorragia, ce ne siamo accorti xche' camminava trascinando a tratti la gamba e sentiva il braccio destro formicolante e senza forza, ora e' ricoverata x monitorare l'emorragia, sta abbastanza bene x fortuna, parla bene, mangia da sola, si alza e cammina (aiutata x ora x evitare cadute), anche I medici dicono che se la cava bene con quello che ha avuto, che sta migliorando e che non e' necessaria la riabilitazione, che col passare del tempo avra' altri miglioramenti, quindi se alla.nuova tac l emorragia risultera' assorbita verra' a casa. Ora chiedo, non sarebbe il caso di farle fare un po' di fisioterapia specifica per il braccio dato che lei si.lamenta che le fa male e che lo sente formicolare e ha poca.forza?e anche.x la postura, x ridarle forza e sicurezza?mia nonna e' forte e penso possa farcela con un aiuto, cosa ne pensa e a chi possamo rivolgerci?siamo in lombardia, provincia dii pavia.la ringrazio.

Buongiorno dottore sono Maria,mia mamma ha avuto un'emorragia cerebrale dopo intervento alla carotide destra e si era paralizzata sul lato sinistro ora sta meglio ma collabora molto poco con la fisioterapista che viene 3 volte a settimana a casa perché dice che di essere sempre stanca e purtroppo la terapista non sta riuscendo a lavorare sul tallone che non lo poggia bene a terra e quando si alza poggia di più la punta e gli scivola il piede,e lei ci dice che se non collabora rimarrà cosi passando i sei mesi l evento è successo il 28 ottobre scorso,la terapista lavora sulla postura del piede del braccio e della schiena non sui muscoli,dottore lei potrebbe dirmi come posso aiutare io a mia mamma visto che con la terapista fa poco e niente e ho paura che passando i 6 mesi rimarrà cosi o puoi peggiorare a come ci dice la terapista?

Mia mamma è un tipo molto paurosa e si spaventa a fare le cose che le dice la terapista ha paura di cadere e di non farcela ancora non riesce a stare da sola in equilibrio all impiedi,da seduta si invece,e cammina appoggiandosi da un lato con noi,la terapista ci dice che è meglio non farla camminare finché non poggia bene il tallone a terra se no si abitua male infatti cammina storta col bacino rivolto un po a sinistra

Cara Cinzia, si certo è preferibile fare comunque fisioterapia per nonna. Per controllare se ci sono terapisti nella tua zona vai pure nel sito dell'associazione gruppo ictus emiplegia onlus e consulta la lista blu sotto la voce riabilitazione neurocognitiva

Cara Maria mi dispiace per quello che è successo a mamma, intanto considera che 6 mesi sono ancora un ottimo periodo, il problema del tallone che non poggia dipende da un inizio di ipertono alla gamba. Il discorso della collaborazione non mi è mai piaciuto perchè ritengo che sia proporzionale alla qualità delle richieste che facciamo al paziente, l'essere stanco, l'essere svogliato e l'essere poco collaborante fa parte dei problemi dell'ictus non sono delle problematiche aggiuntive di cui lamentarsi e devono essere trattate come tali

Grazie tante dottore per la sua risposta,ora grazie a Dio il tallone lo poggia un po più di prima e sta riuscendo a stare da sola all impiedi in equilibrio,la mano tende a chiuderla quasi sempre e anche se mano e braccio riesce a muoverli con poca forza lei non li Usa quasi mai ci dice che si dimentica di usarli,spero che pian piano possa migliorare anche in questo e soprattutto speriamo che la stanchezza che dice di avere sempre possa sparire un giorno perché non le permette di fare niente neanche la fisioterapia xche dice che si sente stanca,e io per non farla stare sempre a letto in qualche modo cerco di farla distrarre facendola colorare o giocare a carte ecc finché posso trattenerla seduta oppure la faccio alzare un po all impiedi ecc,comunque spero di poterla aiutare in qualche modo,grazie ancora.

Buon giorno dottore. Vorrei sapere se fosse possibile un suo parere riguardo il mio problema. Avendo avuto una operazione in cui mi è stato applicato uno stent intracranico per un piccolo aneurisma dopo circa 2 settimane ho avuto una ischemia che mi ha portato una emiplagia al lato sx del corpo.
dopo un anno dall'evento ho recuperato bene il braccio che secondo me è al 90% mentre sulla gamba ho recuperato molto meno e devo usare il tutore ( molla) e la gamba è molto rigida! Vorrei sapere se ho la possibilità di recuperare ancora un pò sulla gamba!
Cordiali Saluti!

Salve dottor Sarmati. Mi padre ha avuto un ictus ischemico il primo aprile.adesso ha emiplagia destra e non parla. Passa da stati di calma a nervosismo. Come dobbiamo comportarci noi famigliari e come si deve affrontare la sua mancanza della parola con lui visto che era un tipo molto attivo?lui ha 84 anni. Grazie .Daniele.

Con una buona riabilitazione ritengo che ci sia sempre speranza di migliorare la situazione

Caro Daniele, il mio parere che l'afasia va affrontata con la logopedia e con il recupero, lavorando ogni giorno potreste anche affinare le strategie comunicative fra di voi

Gentile Dott. Sarmati, alcuni mesi fa mio padre ha avuto un ictus emorragico (dovuto alla pressione alta). Ha recuperato le sue funzioni in modo eccellente, sia a livello motorio, sia a livello cognitivo. Il problema che però sussiste dopo ormai 5 mesi è la forte stanchezza, che si manifesta soprattutto nelle ore pomeridiane. È una condizione che si può sperare migliori? Lui è sempre stato molto attivo e mi piacerebbe potesse tornare il più possibile come prima.
Grazie

Salve
Mio marito a 42 anni il 6 gennaio scorso ha avuto un emorragia cerebrale di 2 cm al talamo con conseguente emiparesi al lato sinistro e mancanza di sensibilita. L emorragia si sta riassorbendo. Lui cammina anche se non si muove proprio bene il braccio lo muove e gesticola certe volte senza che se ne accorge ma gli manca la sensibilita e per un lungo periodo era molto spastico. La spasticita adesso sembra che sta scomparendo. Vorrei sapere se tornerà come prima appena l ematoma si riassorbe del tutto

Gentile dottor.Sarmati,
Il 10 giugno 2016 il mio papà di 71 anni è stato ricoverato per un improvviso deficit all 'emisoma dx regredito nelle prime ore del ricovero.
La mattina successiva e, in seguito av ari esami, il mio papà presentava lieve afasia motoria, emiparesi faciobrachiocrurale dx, minima disagia.
Durante la degenza il deficit stento è migliorato.
Dopo 4 gg di ricovero il mio papà è stato dimesso con una diagnosi di emiparesi dx, afasia e disfagia, occlusione Dell arteria carotide interna di sx, demenza vascolare, ipertensionestamente arteriosa, dislipidemia.
Come vediamo noi il nostro papà?
Stanco, vuol spesso dormire, soprattutto parla molto poco , anche se lui non è mai stato un grande oratore.
Attualmente è ricoverato presso un centro di riabilitazione su nostra volontà.
Come possiamo aiutarlo? Mi piacerebbe tornasse a parlare come prima.
Il suo modo di parlare è sensato anche se la memoria a breve termine nn sempre va.
Riguardo a cosa sia accaduto con l ictus l' esempio del casello stradale è stato illuminante. ..mi aiuti a capire cosa fare e cosa aspettarmi.
La ringrazio in anticipo

Salve dottore Sarmati, mio padre di 59 anni è stato colpito da ictus alla parte destra e quindi ha la sinistra immobile. Lui parla, usa il cellulare, anche se non scrive bene e ricorda ogni cosa. Sono passati 10 giorni, quindi dovrebbe essere ancora in fase acuta. Sente delle scosse quando muoviamo la gamba o il braccio, e la gamba gli fa male se mossa, specialmente sotto il gluteo, e sente la gamba se tocchiamo più o meno forte. Mentre la mano ancora niente, il braccio qualcosina. Da ieri è già in un centro di riabilitazione. Mi chiedevo, è normale che alcune volte sembra assente e serve qualche secondo per capire una domanda, o bisogna ripeterla? Quando si è in tanti forse si nota di più, sembra come se potesse elaborare per una persona alla volta, non sempre, ma capita. È normale per ora? La ringrazio in anticipo per un'eventuale risposta.

Salve dottore,mio padre 59anni tre mesi fa durante ablazione atriale ha avuto un'ischemia celebrale fortunatamente senza gravi conseguenza.... però è molto nervoso è normale?cosa possiamo fare?grazie mille in anticipo

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Buongiorno Dottore,
noto che la maggior parte delle persone colpite da ictus è sopra i 60 anni... Mia cugina è appena stata colpita da ictus ischemico, 28 anni, entrata in ospedale (Treviso) mercoledì sera con sintomi da ictus, le hanno fatto due tac con contrasto dalle quali non risultava nulla, hanno aspettato il giovedì mattina alle 11 per farle la risonanza e diagnosticarle l'ictus. Nel pomeriggio hanno iniziato con le terapie. Se dicono che in questi casi l'intervento farmacologico o chirurgico dev'essere tempestivo, io denuncerei tutta l'equipe medica per negligenza e sottovalutazione del caso. Sottolineo che parliamo di una ragazza di 28 anni, in terapia intensiva. La parte motoria è danneggiata, ad oggi gamba e braccio sinistro sembrano paralizzati, ieri mattina riusciva a muoverli, la parte cognitiva sembra non abbia riportato danni ma al momento sembra un pò assente. Potrà recuperare? Se i medici fossero intervenuti prima le cose sarebbero andate diversamente vero?

Caro dottore,
mio padre di 78 anni è in rianimazione intensiva a seguito di shock settico e poi ischemia cerebrale. Ormai è li da 1 mese. E' collegato a tubi per respirare, gli hanno fatto tracheostomia. Ha arto sinistro immobile mentre gesticola con l'arto destro e cerca di muovere i piedi e con la mano destra fa tentativi di grattarsi sul petto e di togliersi i tubi. Apre gli occhi ma non ha coscienza. Se gli stringiamo la mano, risponde con un riflesso incondizionato (cosi rispondono i medici). E' un soggetto con precedenti clinici: disturbi cardiovascolari ( 3 infarti, 4 bypass) e un trombo )due anni fa). I medici sono un pò negativi su un a sua ripesa. Cosa dobbiamo aspettarci?
Potrebbe non riprendere più la consapevolezza? Potrebbe rimanere in questo stato per tanto tempo?

Potrebbero esserci delle complicazioni?

La ringrazio per l'attenzione

Elisabetta

Salve dottore mio padre e' stato colpito credo da una TIA credo perche' in pratica le spiego lui nel 94 e' stato operato per medulloblastoma aveva 40 anni poi grazie al signore si e' ripreso ed e' stato sempre bene tranne qualche acciacco. Adesso ha 63 anni dove praticamente ad Aprile ha avuto una TIA perche' parlava male e sembrava come se fosse su un altro pianeta , l'abbiamo pronto soccorso hanno detto che ha avuto un'ischemia transitoria pero' dopo 3 giorni subito si e' ripreso ha cominciato a mangiare camminare e non aveva neanche perso memoria. Adesso una settimana fa ha avuto credo un'altra TIA credevo ictus perche' parlava strano e aveva sempre sonnolenza, l'abbiamo portato in ospedale quello del nostro paese dove hanno fatto 3 tacche 2 risonanze e dicevano che non si vedeva niente ma lui stava come in stanbye.Poi di colpo si e' ripreso parlava anche col dottore e mangiava da solo,poi la sera e' mandato in stanbye ancora. E' stato cosi tutta la settimana adesso abbiamo cambiato ospedale siamo in un centro neurologico STROKE quando siamo arrivati dopo una settimana mio padre sembrava morto aveva l'ossigeno un aggeggio al dito per le frequenze non muoveva ne gamba dx e ne braccio dx e non parlava e credo non mi capisse perche' lo sguardo era nel vuoto tipo assente. Adesso si e' svegliato non lo so forse ancora un miracolo di Gesu' comunque lui si muove stanno facendo anche la riabilitazione ieri con una specie di girello lo facevano camminare per il corridoio e adesso comincia anche a mangiare. L'unica cosa e' che ancora non parla dice qualche parola ma non lo capisco bene. Lei mi sa dire qualcosa? Praticamente qui hanno escluso l'ictus hanno pensato ad una meningite ma dopo gli esami l'anno escluso. Hanno fatto la risonanza magnetica con contrasto l'ecodopler poi il prelievo lombare ecc ecc. Domani ripete la risonanza e vediamo. Adesso lei e' dottore ma mio padre che minchia ha.

Salve dottore ho un caro amico che estato colpito da un ictus grave e stato in coma per circa 7 mesi a solo 41 anni se svegliato da 8 mesi ha fatto e continua a fare reabilitazione per il lato cognitivo tutto bene. Ha il l'atto destro paralizzato ed e quasi cecco da l occhio destro. il medico la detto che non si rimetterà , il mio amico non vede miglioramente e ciò non l'aiuta per niente. So che i casi sono diversi l'uno da altri. Ma ci potrebbe essere una minima chance che si riprendre con il tempo? so che ci vuole tempo lavoro e perseveranza ma il Mio amico e molto giù. Grazie in anticipo

dottore buongiorno,
ho 40 anni e a marzo ho avuto uno stroke, niente coma , niente operazione, cuore ok, la parte destra sembrava grave . dopo 1 mese il braccio è ripartito, la mente è rimasta lucida sempre, il difetto alla bocca non c'è più. Ora dopo 5 mesi in una clinica riabilitativa e 2 mesi di day hospital mi devono operare al tendine di achille perchè "accorciato". vorrei chiederle le probabilità di recupero mantenendo un livello intenso difisioterapia. Ora cammino con un bastone , ho un lieve steppage e mi operano per aumentare la dorsiflessione. grazie.

Salve dottore mio fratello ha avuto un ictus da 4 mesi,il ricupero motorio e abbastanza buono però la cosa che lo disturba di più e la visione doppia e la divinazione del oçchio sinistro. Cosa possiamo fare per aiutarlo nel migliorare la visione doppia ed il ritorno in asse del occhio.prisma chirurgia?

Per il figlio del signore con ictus emorragico che accusa stanchezza, dobbiamo considerare che è un fenomeno compatibile con quanto accaduto e che la stanchezza può ridursi con il procedere del recupero, ti consiglio questo articolo che tratta proprio il tema della stanchezza

Per Giovy la moglie del signore di 42, è un bene che la spasticità si stia riducendo, il problema della spasticità spesso è molto difficile da gestire, per quanto riguarda la sensibilità anche questa può migliorare e puo farlo con la riabilitazione, il metodo perfetti agisce particolarmente sulla percezione

Per il figlio del signore di 71 anni, se volete partecipare al suo recupero vi consiglio di imparare voi stessi gli esercizi da poter fare con lui, qui potete trovare le video guide

Per il figlio del signore di 59, al momento del commento erano passati 10 giorni, quindi è normale che facesse fatica a gestire la sua attenzione, con il tempo anche se ben stimolato dal punto di vista cognitivo, e se ben seguito dal neurologo che nel tempo lo aiuti a ridurre anche il carico farmacologico, può attivarsi di più

Per Mary, i cambiamenti dell'umore dopo un ictus sono molto frequenti, ritengo che la cura per questo aspetto sia nel recupero generale, per i cambiamenti del comportamento ti consiglio questo articolo

Per la cugina della ragaza di 28 anni, si in genere l'ictus è un problema legato anche all'età, ma purtroppo come nel vostro caso ci sono moltissimi casi di ictus giovanile. La situazione del pronto intervento è molto delicata in Italia, dovrebbero esserci più stroke unit sul territorio, è un sistema sanitario in affanno purtroppo e questo determina risultati di inefficienza, so che l'intervento tempestivo è fondamentale ma non sono in grado di quantificare cosa sarebbe accaduto se diagnosi ed assistenza fosse stata rapida, posso solo suggerirvi di procedere con la migliore riabilitazione possibile per ridare alla ragazza quanto più recupero la natura le metta a disposizione

Cara Elisabetta, capisco la necessità di risposte, ma come puoi immaginare non ho queste capacità di previsione, vorrei averne ma non sono in grado, spero che nel periodo che ha diviso il tuo commento dalla mia tarda risposta, ci siano stati dei progressi

Luciano, mi dispiace per quello che è successo a tuo padre, il mio mestiere è la riabilitazione e non la diagnosi pertanto insieme ai medici che seguono vostro padre dovrete lavorare per trovare la causa e nel frattempo per migliorare la situazione

Per l'amico del signore di 41, il miglioramento è sempre possibile a fronte di una buona riabilitazione

Per il ragazzo di 40 anni, se dopo un mese il braccio è ripartito è un buon segnale, vedrai che anche con il cammino potrai avere una buona progressione se lavori bene, non di forza ma sulla qualità del movimento

Per il fratello del signore con diplopia, il professionista adatto alla risposta è l'oculista con l'aiuto dell'ortottista

A voi tutti porgo le mie scuse per il ritardo con il quale vi sono giunte le mie risposte

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